Viviano Domenici, Corriere della Sera 26/6/2007, 26 giugno 2007
Tredici piccole conchiglie di 82 mila anni fa, rinvenute in uno scavo preistorico, in Marocco, si sono assicurate due primati in un colpo solo: la più antica testimonianza dell’acquisizione del pensiero simbolico e della comparsa del senso; la prima indicazione dell’esistenza di una sorta di «moneta unica», riconosciuta come tale in Marocco, Algeria, Israele e addirittura in Sudafrica
Tredici piccole conchiglie di 82 mila anni fa, rinvenute in uno scavo preistorico, in Marocco, si sono assicurate due primati in un colpo solo: la più antica testimonianza dell’acquisizione del pensiero simbolico e della comparsa del senso; la prima indicazione dell’esistenza di una sorta di «moneta unica», riconosciuta come tale in Marocco, Algeria, Israele e addirittura in Sudafrica. La scoperta è stata fatta nella Grotta dei Piccioni, a Taforalt, una località a una quarantina di chilometri dal Mediterraneo, dov’era impegnata un’ equipe internazionale di specialisti di scienze preistoriche, diretta dal marocchino Abdeljalil Bouzouggar e dal britannico Nick Barton. Le conchiglie ritrovate appartengono alla specie Nassarius gibbosulus, sono poco più lunghe di un centimetro, furono perforate per essere infilate, presentano chiare tracce di usura e sono ancora parzialmente coperte di ocra rossa; tutto indica il loro utilizzo come elementi di collana, di bracciale, di un’acconciatura, o applicate agli abiti. Tale impiego certifica che il nostro senso estetico comparve almeno 82 mila anni fa; una datazione molto vicina a quella attribuita ad altre conchiglie della stessa specie, e ugualmente forate, scoperte negli anni Trenta sia in Algeria (Oued Djebbana) che in Israele (Skhul), ma studiate e datate solo recentemente. Autore della ricerca sulle conchiglie algerine e israeliane è Francesco D’Errico, uno specialista italiano del Cnrs francese, che ha esaminato anche quelle della Grotta dei Piccioni, in collaborazione con la collega Marian Vanhaeren. Le diverse ricerche ci dicono che, sebbene potessero scegliere fra centinaia di specie diverse, gli uomini del Paleolitico stanziati sulle coste del Mediterraneo meridionale, scelsero le Nassarius, come se soltanto quelle avessero uno speciale significato riconosciuto sia da chi abitava in Israele, sia da chi viveva in Marocco: una scelta tanto selettiva fa ipotizzare che alle Nassarius fosse attribuito un valore «monetario » e con questa funzione venissero impiegate da popolazioni diverse e lontane. Impieghi analoghi hanno avuto per millenni le Cipree, conchiglie usate come gioielli e come moneta corrente in diverse regioni del Pianeta. Finora il primato di monile più antico del mondo spettava ad alcune conchiglie forate scoperte a Blombos Cave, a est di Città del Capo, in Sudafrica, e datate a 77 mila anni fa. Si tratta di conchiglie Nassarius craussianus, praticamente indistinguibili da quelle scoperte in Nordafrica. Questo sembra confermare l’idea che quelle conchiglie, e non altre, avessero uno specifico valore.