Varie, 23 giugno 2007
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Mazzoni Erminia
• Napoli 28 aprile 1965. Politico. Deputato. Dell’Udc • «[...] orgogliosamente single, una cascata di capelli dorati dai colpi di sole, una innata vocazione alla parlata forbita [...] vicesegretario dell’Udc [...] si è alzata e ha detto ”addio” [...] Lorenzo Cesa, segretario Udc nei guai per essere stato coinvolto in inchieste della magistratura in Calabria [...] non avrebbe gradito dichiarazioni ”sull’etica in crisi” della sua vice. E certo non ha gradito l’intervista in cui la Mazzoni spiega: ”I fatti li conosce solo Cesa e solo lui sa come comportarsi. Il mio percorso politico è già una risposta a determinati fatti e determinati comportamenti”. Poi il giorno dopo la Mazzoni precisa: ”Hanno strumentalizzato le mie parole, non ho detto che lascio perché l’etica del mio partito è in crisi, parlavo dell’etica della politica in generale [...] Non è mai comodo che qualcuno dia le dimissioni in politica perché gli altri hanno paura di dover seguire questo esempio [...] la politica si deve rifondare con maggiore osmosi tra società e rappresentanti. Occorrono primarie nei partiti che eleggano i più meritevoli. Basta con questo sistema della cooptazione [...] La prima Repubblica non è mai finita perché la politica non ha realizzato il cambiamento promesso” [...] è proprio questa sua schiettezza che ha fatto si che bruciasse le tappe in politica e nell’Udc. ”Condivido il progetto di questo partito e non ho nessuna intenzione di lasciarlo, ma proprio perché ci credo fermamente ritengo che abbia bisogno di una classe dirigente che lo sappia interpretare in maniera adeguata”. Fino a qui la donna pubblica. Anche se di donna privata ne rimane poca. ”Per le donne è già difficile condividere una famiglia con un lavoro normale, con la politica diventa impresa impossibile”. E in questa vita tutta casa (a Benevento) e Montecitorio ogni tanto appare un compagno non convivente che affettuosamente l’accusa di essere ”barocca”. Una coppia di fatto? Assolutamente no e non perché la signora abbia qualche riserva sulla vicenda visto che è stata l’unica parlamentare Udc a firmare nella scorsa legislatura la proposta sui Pacs. ”Ma ai Dico non ho dato il mio appoggio. Non credo ai matrimoni di serie B anche se continuo a ritenere che sia necessario riconoscere alcuni diritti”. Barocca nel dire, sobria nel vestire, tra le signore più eleganti di Montecitorio: ”Preferisco lo stile di Armani e di Prada, solo raramente mi concedo qualche tocco di follia con Scervino”. Al collo sempre croci, di oro o di brillanti. Motivazione estetica mista a quella religiosa. Poche le amicizie nate si banchi di Montecitorio - ”L’amicizia per me è un concetto troppo alto” - ma una buona complicità con la sua collega in commissione Giustizia Paola Balducci dei Verdi. Il suo pigmalione in politica è stato Clemente Mastella anche se precisa: ”La passione per la politica è nata grazie a mio padre, avvocato, che è stato anche sindaco di Benevento per la Dc. Anche se all’inizio non ci pensavo, io volevo diventare interprete, mio padre mi voleva avvocato come lui. Ho accontentato entrambi”. E sapete come si esercita l’onorevole Mazzoni per tenere fresco il tedesco? Fa come Rocco Buttiglione: ”Lo vidi prendere appunti in tedesco su quanto si diceva in aula. E da allora faccio anche io così”» (Maria Corbi, ”La Stampa” 23/6/2007).