Dagospia 22/6/2007, 22 giugno 2007
Raffaella Calandra e Stefano Elli per ”Il Sole 24 Ore” Pochi minuti soltanto. Aperto e subito chiuso
Raffaella Calandra e Stefano Elli per ”Il Sole 24 Ore” Pochi minuti soltanto. Aperto e subito chiuso. Di fatto, si può dire che non si è proprio tenuta la deposizione ieri a Milano di Giampietro Nattino, amministratore delegato di Banca Finnat Euramerica di fronte al pm Luigi Orsi che indaga sul versante milanese dell’inchiesta sulla scalata alla Bnl. La ragione, un cambiamento del suo "status" giudiziario. Convocato come teste dieci giorni fa, nel frattempo è stato iscritto nel registro degli indagati a Roma, in un procedimento connesso, sempre sulla tentata scalata di Unipol a Bnl. (Giampietro Nattino e signora - Foto U.Pizzi) Così, pochi minuti dopo essere arrivato al quarto piano di palazzo di Giustizia, Nattino – più volte citato, tra l’altro, negli interrogatori da Stefano Ricucci, lascia l’edificio, insieme al suo avvocato e tenendo sottobraccio i giornali con i titoli sui nuovi indagati nella capitale. Nattino è uno dei tanti protagonisti del progetto di scalata che i magistrati milanesi stanno ascoltando e contano ancora di sentire. Sempre come testimoni. Mercoledì, seduto davanti al pm Luigi Orsi c’era Guido Leoni, amministratore delegato di Banca popolare dell’Emilia. Oggi tocca a Guido Vitale, consulente Unipol, mentre lunedì i pm ascolteranno i nuovi vertici di via Stalingrado, Pierluigi Stefanini e Vanes Galante. Negli uffici dei magistrati impegnati nelle inchieste sulle scalate bancarie, ieri a sorpresa è entrata anche la collega bresciana, Silvia Bonardi, che già in passato ha lavorato su inchieste riguardanti Emilio Gnutti. Un nome, quello del finanziere bresciano, centrale anche negli atti sulle tentate scalate. E mentre un’altra procura sembra si stia interessando attivamente al versante bresciano della vicenda, probabilmente più legato al fronte Bell-Olivetti-Telecom, i pm romani Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli si stanno accordando per un incontro con il pm Luigi Orsi che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni. (Emilio Gnutti - Foto La Presse) Scopo? Tentare un confronto sulle rispettive risultanze investigative. Intanto Giampietro Nattino, classe 1935, romano, non ha gradito né l’iscrizione al registro degli indagati dalla Procura di Roma, né l’essere stato tirato in ballo in quel modo dalle intimorite parole di Ricucci. Lui che nasce agente di cambio, che ha attraversato tutte le epoche e i mutamenti normativi che regolano il mercato mobiliare italiano e ha fatto della riservatezza qualcosa di più di uno stile di vita. Ora il suo gruppo, oltre a intermediazione mobiliare, immobiliare, consulenze ad alto rango, è specializzato in attività fiduciaria per conto terzi. Di fiduciarie ne ha addirittura due: la Finnat fiduciaria e la Fedra spa. E sarebbe proprio nelle vesti di fiduciario che il suo nome figura tra gli indagati della procura capitolina: perché agiva in nome e per conto di terzi. Chi siano questi terzi non si sa. E l’accostamento al gruppo Caltagirone sembra troppo facile. Il legame tra i due uomini d’affari è risaputo. Lo stesso presidente di Banca Finnat Euramerica, Carlo Carlevaris, ricopre anche il ruolo di consigliere in Caltagirone Spa, in Cementir, in Vianini lavori e Vianini industrie. Piuttosto va notato come il nome del fiduciario Nattino, in questa convulsa fase di finanza in "giallo" emerge più volte e in più fatti, distanti tra loro ma in qualche modo connessi. (Tutti insieme appassionatamente: Fiorani, Ricucci e Gnutti... - Foto La Presse) Un esempio? Società diverse, tutte che fanno riferimento a intestazioni fiduciarie figurano socie o collegate a entità che fanno capo ai fratelli Claudio e Umberto Calza, intermediari creditizi privilegiati del gruppo Banca Italease il cui ex a.d. Massimo Faenza risulta indagato dalla stessa procura di Roma e dagli stessi pm Cascini e Sabelli, per la vicenda Ipi - Coppola. E così la Fedra Spa controlla (per conto terzi) la Tau Srl che, a sua volta, risulta socia al 14% della Business& Brokerage e all’86% dei Calza. E alla Entis (altra società controllata fiduciariamente da Fedra) vanno ricondotte altre tre società in stretti rapporti d’affari con Italease: le Srl Falstaff, Nabucco e Caronte. Dagospia 22 Giugno 2007