G. Gus - B. Mar., Corriere della Sera 23/6/2007, 23 giugno 2007
MILANO
Mentre al suo avvocato Manuela Marcassoli veniva notificato l’avviso di chiusura indagine che porterà Fabrizio Corona verso un sicuro processo per estorsione e tentata estorsione, lui, il principe di Vallettopoli, era già sotto le sapienti mani dei truccatori, in attesa di sfilare in passerella (per 25 mila euro) vestito con un abito da sposo firmato dallo stilista Paolo Pignatelli.
il primo giorno di libertà. Non può stare in silenzio. «Oggi – ha attaccato Corona rivolgendosi ai tanti giornalisti – ho querelato Simona Ventura, perché mi ha definito l’idolo del trash. Di tutto il resto, invece, parlerò venerdì prossimo a Matrix, in diretta tivù. Devo dire un sacco di roba... parlerò di direttori di giornali, di gente dello spettacolo e delle istituzioni, e anche di qualcuno delle televisioni, gente che ha dichiarato cose false. Non si può dire a un pm una cosa e a un altro altre cose».
Incontenibile Corona, presentatosi alla sfilata con una serie di nuovi tatuaggi: uno con il numero della cella del carcere di Potenza, un altro che aggiunge un «perdonami» al nome della moglie Nina Moric. «Solo con le querele – ha aggiunto – guadagnerò tanti soldi che già adesso potrei smettere di lavorare. A Matrix parlerò anche del mio libro. lungo 250 pagine, uscirà a luglio edito da Cairo e si intitolerà La mia prigione
». Le domande di un paio di cronisti lo riportano in tribunale. E lui: «L’accusa di associazione per delinquere non sta nè in cielo nè in terra. Mi sono fatto 103 giorni di detenzione ingiustamente. Woodcock ce l’ha con me. Quanto al filone dell’indagine milanese che oggi si è conclusa – ci tiene a dire il bel Fabrizio – il mio avvocato mi ha detto che si tratta di sei casi... ma un caso in meno o uno in più non cambia proprio nulla, so bene quello che andrò a dire al processo».
E con Fabrizio Corona, visto l’avviso di conclusione indagini (art. 415 bis del Codice di procedura penale) depositato ieri dal pm milanese Frank Di Maio, dovranno difendersi Lele Mora, Marco Bonato, Walter Agostoni e Pietro Tavallini, gli unici personaggi ad essere rimasti nel mirino della procura lombarda che da quella potentina aveva ereditato un fascicolo con una lista di ben 22 indagati.
E tra questi anche Alberto Gilardino, l’attaccante milanista che il pm John Woodcock aveva accusato di favoreggiamento. Al calciatore si contestava infatti di avere avvisato Fabrizio Corona che si stava indagando su di lui, ma, dato che il suo nome certamente non compare tra quelli contenuti nell’avviso di fine indagine, tutto lascia presupporre che la vicenda del bomber del Milan corra spedita verso l’archiviazione.
Gli episodi contestati a Fabrizio Corona sono l’estorsione e un secondo tentativo di estorsione ai danni del calciatore Francesco Coco; la tentata estorsione ai danni del motociclista Marco Melandri in concorso con Lele Mora; l’estorsione a Simone Migliarino, dirigente Fiat, per la vicenda di Lapo Elkann; il tentativo di estorsione al nerazzurro Adriano e l’estorsione ad Alberto Gilardino; e, infine, il tentativo di estorcere denaro all’imprenditore Gianluca Vacchi, nel luglio del 2006 paparazzato in barca con l’attrice Ilaria Spada.
Tavallini e Agostoni, invece, sono accusati di avere ceduto cocaina a Fernanda Lessa, Francesca Lodo, Belen Rodriguez, Alessia Fabiani e Aida Yaspica all’interno di alcuni locali milanesi alla moda: l’Hollywood, il The Club e il Franck.