Filippo Ceccarelli, la Repubblica 23/6/2007, 23 giugno 2007
«...A
rileggersi in questi giorni La bella politica (a cura di Stefano Del Re, Rizzoli, 1995) oltre che dal linguaggio si resta impressionati dall´abbondanza e dal rilievo che assumono segni, simboli, sogni, fantasie, nostalgie, sentimenti, premonizioni, «luci interiori», addirittura. E´ qui che si viene a sapere qual è il film preferito di Veltroni, L´uomo dei sogni: «E´ la storia di un ragazzo, Kevin Costner, che ha fatto il ´68 e poi si è ritirato in campagna a coltivare granturco. A un certo punto, la notte, mentre cammina per questo campo di granturco, sente una voce dal cielo che gli dice: "Se lo costruisci, lui tornerà!". Un campo da baseball. Lui lo fa e improvvisamente una notte scopre che su quel campo c´è una mitica squadra che sta giocando, di giocatori tutti morti mezzo secolo prima, e allora capisce che uno di questi è suo padre». E già basterebbero la notte, la natura, la voce dal cielo, il tempo fermo, la morte vitale, il gioco che salva, fra cielo e terra. Ma attenzione a come conclude Veltroni: «E´ un film che sprigiona una strana magia».
Eccotela lì: la magia. E più avanti: «La televisione è magia. La televisione annulla il tempo e lo spazio». E ancora ne resta per un dubbio di schietta e in fondo evoluta impostazione antiberlusconiana: «Ma è possibile che questa grande magia venga usata per vendere?...» (Ceccarelli su Veltroni)