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 2007  giugno 23 Sabato calendario

GINO LI VELI

TORINO - Palazzetti che hanno ospitato un anno e mezzo fa le gare olimpiche. Il centro congressi del Lingotto, a poche decine di metri dal quartier generale della Fiat. E poi tante piazze storiche, teatri e persino il nuovo parcheggio sotterraneo della centrale piazza San Carlo. Per scegliere la location ideale nella quale Walter Veltroni mercoledì sotto la Mole dirà sì alla richiesta di guidare il nascente Partito democratico, ieri una mini delegazione di collaboratori del sindaco di Roma con in testa il capo delle segreteria Walter Verini è arrivata a Torino. Obiettivo: visionare, in compagnia del suo omologo torinese Carlo Bongiovanni, i siti in cui ospitare l´atteso evento. Un tour de force di quasi sette ore, in mezzo all´afa torinese (solo una piccola sosta per un panino) in cui gli emissari del futuro leader del Pd hanno fotografato i luoghi, annotato i punti positivi e quelli negativi, rimandando ad oggi, dopo aver relazionato a Veltroni, la decisione finale.
Pochi i punti fermi: sicuramente sarà un evento nel cuore del pomeriggio, in cui Veltroni pronuncerà il discorso, cui dovrebbe seguire una breve conferenza stampa. Numerosi i nodi da sciogliere: meglio un luogo all´aperto, sfidando la capricciosa estate torinese o puntare su un sito al coperto? Se si sceglie questa seconda opzione, in testa alla classifica provvisoria c´è un edificio simbolo dell´Olimpiade torinese, come il PalaIsozaki, un palazzetto dalla forme avveniristiche progettato dal giapponese Arata Isozaki. Altra possibilità: un secondo modernissimo edificio, progettato da Massimiliano Fuksas, nel cuore di Porta Palazzo, il quartiere del più grande mercato all´aperto d´Europa ma anche della non facile convivenza tra torinesi e immigrati. Per chi, come Veltroni, guarda con molta attenzione ai simboli e a ciò che possono evocare, sarebbe una scelta di grande impatto. Ma nell´elenco dei collaboratori del sindaco ci sono altre sottolineature. Come un altro luogo legato ai Giochi invernali: le arcate degli ex Mercati generali, trasformate durante le giornate olimpiche, in Villaggio per gli atleti. E poi c´è la grande piazza San Carlo, quella in cui si conclude ogni anno il corteo del Primo Maggio. Un´altra opzione ricca di significati, dopo aver puntato su Torino come città del lavoro ma anche della grande trasformazione industriale, la città di Bobbio e Gobetti ma anche dell´innovazione tecnologica.
In base alla scelta del sito, verranno definite l´organizzazione, la possibile scenografia e lo slogan da lanciare. Il luogo del «sì» veltroniano determinerà pure l´indicazione degli invitati, la loro sistemazione, senza turbare le diverse suscettibilità. E´ la prima grande sfida del Pd, viste le già numerose richieste di partecipazione al grande evento.