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 2007  giugno 22 Venerdì calendario

Ultima puntata. Venerdì 22 giugno s’è concluso Viva Radio 2, il fortunatissimo programma radiofonico che Fiorello e Marco Baldini conducono dal 2001

Ultima puntata. Venerdì 22 giugno s’è concluso Viva Radio 2, il fortunatissimo programma radiofonico che Fiorello e Marco Baldini conducono dal 2001. Secondo la classifica Audidadio relativa al secondo bimestre 2007 (dal 3 marzo al 27 aprile), in cima agli ascolti c’è Rai Radiouno (6.714.000 contatti in un giorno medio, più 165.000 e +2,5% rispetto al primo bimestre), seguita da Radio Deejay 
(5.484.000, meno 175.000, meno3,1%) 
e da Rai Radio Due (5.216.000, più 213.000 più 4,3%). Radio Due insomma è in netta rimonta, e tutti sono convinti che l’accoppiata Fiorello-Baldini abbia inciso parecchio. Non solo: La versione televisiva del loro show, in onda su Sky, registra un ascolto medio di 255mila persone. New York Times. Anche l’anno scorso, nell’edizione 2005-2006, il successo di Fiorello in radio fu enorme. Tanto che il prestigioso New York Times gli dedicò un articolo. Titolo: «Il comico italiano va in vacanza, e i suoi fan sono in lutto». Svolgimento: «La popolarità del programma ha richiamato molti ospiti famosi a prendere parte alla scriteriata pazzia, un misto di ironico talk show e cabaret improvvisato, spingendo alle stelle gli ascolti". Il quotidiano newyorkese identificava la formula del successo nella star del programma, Fiorello con «il serraglio di celebrità italiane che imita fantasticamente, dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al brontolante autore siciliano Andrea Camilleri fino alla modella e cantante Carla Bruni». A dare la reale dimensione del successo di Fiorello in Italia, il New York Times ricorda come l’intrattenitore sia «una superstar, uno dei più popolari showmen del paese. Nei mesi recenti ha occupato le copertine di molte riviste, inclusa l’edizione italiana di Vanity Fair e Famiglia Cristiana. Ed è stato Fiorello che, in diretta televisiva, ha augurato buona fortuna alla nazionale di calcio a none della nazione prima dell’inizio dei Mondiali». All’epoca lo shoh-man rimase stupefatto di tanto interesse e Baldini, ridendo, commentò: «Mi immagino cosa diranno Madonna e Bush leggendo che in Italia alla radio ci sono due pirla che fanno ridere... Da esterno non saprei nemmeno dare una spiegazione. Siamo carini, facciamo una trasmissione che fa ridere... ma non chiedetemi il perché dell’interesse del New York Times». Talento. Per gli studiosi dei media, il fenomeno Fiorello dimostra come «si possa portare una nuova vita in un vecchio mezzo di comunicazione come la radio» attraverso, come ha dichiarato al New York Times Aldo Grasso, «la risorsa più rara e meno tecnologica che esista: il talento». Ancora Aldo Grasso, in questi giorni, sul ”Corriere della Sera”: «Il varietà è morto, si dice. Eppure il programma più bello e più importante della tv va in onda tutti i giorni sulla radio, si chiama "VivaRadio2".Giustamente Fiorello misura le sue apparizioni televisive, si fa aspettare, accresce la sua fama "in assenza». Bertinotti Quando venne Bertinotti, Il 17 aprile 2007, Fiorello gli fece leggere l’inno di Forza Italia presentandoglielo come una poesia patriottica. Il leader di Rifondazione comunista attaccò ispirato: «Italia, è tempo di credere, Italia, che siamo tantissimi», e arrivò sino in fondo lamentandosi solo per l’eccesso di erre. Alla fine, davanti al trabocchetto svelatogli dai due comici, ha reagito con ironia: "Beh, se avessi letto Bandiera Rossa sarebbe stato meglio, ma anche cosi’ togliamo ’Forza’ e ci teniamo ’Italia’!". Bertinotti ha poi eletto Veronica Lario come la vincitrice del ’Trofeo Marx’, come "personaggio piu’ comunista". La motivazione del premio? "Cosi’ faccio un dispettucci a Berlusconi…", ha spiegato Bertinotti. Nella sfida fra Confalonieri e Berlusconi, invece, il presidente ha salvato quest’ultimo: "In questo momento Confalonieri ha il controllo dell’azienda, il padrone e’ lui". Nelle altre ’sfide’ Giulio Tremonti ha sconfitto Sandro Bondi, Totti ha eliminato Valentino Rossi mentre Bruno Vespa ha avuto ragione di Emilio Fede. L’ultimo giocoso confronto ha messo in imbarazzo Bertinotti. "Chi sceglierebbe fra Ratzinger e Ruini?", domanda Fiorello. "Non posso pronunciarmi, se do del comunista al papa, cosa mi succede?", ha risposto l’ospite. Fiorello ha poi chiesto a Bertinotti cosa ne pensa del Berlusconi presidente del Milan (la sua squadra del cuore): "E’ un buon presidente, a patto che faccia solo quello...". "E il Berlusconi statista?", incalza il presentatore. "No", risponde Bertinotti, proseguendo nel gioco di botta e risposta col conduttore siciliano. Infine, Fiorello ha chiesto al presidente della Camera cosa nel pensi di "Berlusconi in quanto Berlusconi". La domanda "e’ troppo criptica - dice Bertinotti - qualunque cosa dicessi si rivolgerebbe contro di me. Mi appello al famoso emendamento". Fassino. Il 20 giugno ha ospitato Fassino, che ha cantato in diretta, parodiando il brano di Celentano Con 24 mila baci: «Con 24 mila voti abbiamo vinto le elezioni, abbiam fregato Berlusconi, che ci ha dato dei coglioni, li ha voluti ricontare e gli è venuto anche un malore, altro che Selva col malore...». Il refrain è quello della canzone di celentano Con 24 mila bacì di Adriano Celentano, la voce solista è quella del segretario dei Ds, Piero Fassino. Alla fine della performance, tra gli applausi del pubblico, e le risate di Fiorello e Baldini, Fassino ha chiuso con una battuta: «E’ la fine di una carriera politica…». Le gag continuano nel corso della puntata e Fiorello beffà Fassino su una poesia. Il conduttore consegna al segretario della Quercia un foglio con dei versi che, spiega, sarebbero stati inviati da una appassionata radioascoltatrice amante della poesia. Il segretario dei Ds inizia a declamare: ”Vita assaporata, vita preceduta, vita vissuta, vita inseguita, vita amata...”. 
Alla fine Fiorello lo interrompe e svela l’arcano: si tratta di una poesia che il coordinatore nazionale di FI, Sandro Bondi dedicò a Silvio Berlusconi in occasione di un compleanno. 
Fiorello approfitta del tema Berlusconi per chiedere a Fassino se ogni tanto i due si incontrano.«Qualche volta sì», risponde il segretario dei Ds. ”Ma lo vede anche?”, incalza il conduttore alludendo alla differenza di statura tra i due. «Beh - ironizza Fassino - se abbasso lo sguardo sì...». Ma perchè lei è così magro?, provoca ancora Fiorello: "Perchè corro, corro sempre..a forza di star dietro a tutti questi sono diventato così...". Majorettes. Il 21 giugno, per festeggiare il successo del programma e il primo posto in classifica del cd che raccoglie il meglio dell’edizione 2006-2007, Fiorello e Marco Baldini hanno sfilato intorno al palazzo di via Asiago della Rai. Come promesso, i due, abbigliati da majorette (minigonna, stivaletti bianchi, parrucca bionda e seno finto), sono stati protagonisti di una parata in compagnia del maestro Enrico Cremonesi e di Mike Bongiorno vestito da zio Sam, con tuba a stelle e strisce. Con loro anche una banda musicale e un corpo di ragazze provenienti da Terracina. Ma tanto è stato l’affetto dei fan della trasmissione (casalinghe, sfaccendati, una scolaresca intera con tanto di maestre, perfino i militari di una vicina caserma, tutti con telefonini in azione) che tra urla, proteste e spintoni, con Mike seccatissimo che scuoteva la testa, e Fiorello che - unico nel caos generale - pareva divertirsi, il servizio d’ordine s’è visto costretto a far riparare le «majorettes» e lo sballottato zio Sam in un portone laterale della Rai, nemmeno duecento metri dopo la partenza. Il programmato giro di palazzo è saltato e i protagonisti della trasmissione radiofonica hanno preferito guadagnare l’ingresso Rai di via Montello. Acclamati a gran voce dal pubblico, soprattutto tanti bambini con palloncini rossi, Fiorello e Baldini si sono affacciati da una finestra per ringraziare e salutare: «Non pensavamo veniste così in tanti - ha detto Fiorello - e per evitare problemi ulteriori alla viabilità abbiamo ridotto il percorso. Sapete, avevamo con noi un bambino di 83 anni (Mike, ndr) e dovevamo proteggerlo. Avete visto in che condizioni eravamo: io assomigliavo alla Carrà, Cremonesi alla moglie della bertuccia, e Baldini a quella del gorilla». Marco Baldini: "Per chi fosse interessato, questa sera saremo in via Salaria". E Fiorello: "Cremonesi la dà gratis!". Speciale e Visco. Giorni fa Fiorello ha chiesto agli ascoltatori in sala: Visco o Speciale? Non ho voluto intromettermi nell’attualità politica, interferire in una vicenda all’esame del Parlamento, figuriamoci. Semplicemente, mi sono tolto una curiosità personale. Ho chiesto agli ascoltatori in sala se, secondo loro, aveva ragione il viceministro o aveva ragione il generale della Guardia di finanza. Quasi tutti stavano con il generale. Un sondaggio fai-da-te, nulla di scientifico per carità, ma indicativo». Il sei giugno, a fine programma e davanti al giornlista del ”Corriere” Aldo Cazzullo, ripete l’esperimeto: « Allora: alzi la mano chi sta con Visco». Quattro, timide braccia nell’ala sinistra della sala. «Ora alzi la mano chi sta con il generale». Almeno una quarantina. Fiorello sorride: «Signora non alzi entrambe le braccia, lei non sollevi anche le ascelle...». Una ventina preferisce non esprimersi. «L’altra volta era andata anche peggio per Visco. Si vede che la difesa politica avanza». Figlio di un finanziere. Il padre, Nicola Fiorello, era appuntato della Guardia di finanza: « Era nato a Letojanni e assomigliava a Clark Gable. Se n’è andato nel 1990. Morì improvvisamente, a una festa. Per me, la Guardia di finanza è sacra. Una cosa di famiglia. Non è solo un’istituzione: è il simbolo stesso di un valore, il valore dell’onestà. Significa che le tasse bisogna pagarle, e si deve vigilare perché tutti lo facciano, perché la legge sia applicata, l’onestà sia rispettata». «Uno dei miei ricordi di bambino è la volta in cui tentarono di corrompere papà. Venne a casa nostra un signore che si presentava come amico. Ma poi offrì denaro in cambio di favori. Mio padre lo mise alla porta. Poi chiamò me, mio fratello, le mie sorelle e ci disse: "Figli miei, quell’uomo voleva fare di me un disonesto. Ma questo non accadrà mai. E non voglio che accada neppure a voi". Ecco, io quell’episodio non lo dimentico». Il generale Speciale, tra l’altro, è siciliano come Fiorello. «Non solo. L’ho conosciuto. Proprio sapendo che mio padre era un finanziere, mi invitarono a non so quale anniversario delle Fiamme gialle. Feci il mio spettacolo, poi mi fermai a parlare con il comandante. Mi fece una notevole impressione». «Piccolo», Fiorello fa il segno con il palmo della mano, «ma autorevole», e qui Fiorello assume un cipiglio irreprensibile. La trasmissione ha sforato di venti minuti, c’è da girare uno spot, i collaboratori gli fanno fretta, ma lui tiene a rispondere a un’ultima domanda: «Mi sembra molto difficile che Speciale abbia commesso i fatti che gli vengono addebitati. Non ho nulla contro Visco, non conosco a fondo la vicenda, se non per quanto ho letto sui giornali. Non so come siano andate quelle telefonate, quelle lettere. Tutto può essere. Ma mi sembra difficile. E il suo comportamento di questi giorni mi pare la conferma di una certa dignità». Non è una discesa in campo, e neppure un’invasione. Fiorello bada a non essere interpretato male: la politica è solo una delle fonti d’ispirazione del suo show. Ma da un attore molto amato a sinistra come lui, che tormentò per tutta la campagna elettorale Berlusconi raffigurandolo come «lo smemorato di Cologno», ci si poteva attendere una posizione diversa. Non è la prima volta, del resto, che Fiorello punzecchia la maggioranza. Tormentoni. L’imitazione di La Russa – «digiamooo» – è uno dei tormentoni che hanno reso celebre Fiorello (e più umano il luciferino ’Gnazio). Con il Papa e padre Georg è andato avanti parecchio: «Cosa foliono qvesti ciovani qvi sotto? Perché non lasciano in pace cente che lafora?», fin quando parve opportuno che smettesse. Ha fatto il verso a Ciampi e a Nanni Moretti (con la voce di Moretti chiamò D’Alema: «Massimo, io e te siamo culo e camicia». «Io sono la camicia» rispose il vicepremier). Storiche le imitazioni di uno scrittore girotondino come Andrea Camilleri e di un berlusconiano della prima ora come Mike Bongiorno. Sa ridere anche di se stesso, come quando dice «il mio unico titolo di studio è il battesimo». E ha saputo raccontare i propri momenti bui. Bush. Su Bush, in vista del suo arrivo a Roma: «George ha letto tutti i libri di Moccia. Non gli sono piaciuti. Ma è la prima volta che riesce a leggere un libro per intero dall’inizio alla fine». Politicamente scorretto. Inutile chiedergli da che parte stia. «Io non sono politicamente schierato – ha chiuso lo show a sorpresa di ieri ”. Sono politicamente scorretto».