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 2007  giugno 22 Venerdì calendario

PECORINI Franco

PECORINI Franco Gavorrano (Grosseto) 15 maggio 1941. Manager. Ex amministratore delegato della Tirrenia (1984-2010) • «[...] La sua vita tra Napoli e Roma sembra cominciare nell’84 con il primo governo Craxi e la Tirrenia [...] I primi passi li muove proprio in politica, dove a Napoli, il giovane Pecorini è prima nella segreteria del socialista De Martino, per poi passare sotto l’ala protettiva del deputato socialista Luciano Paolicchi, prima amministratore delegato Rai e poi presidente alla Finmare. Sono ancora i tempi dell’Iri. In realtà chi li ricorda insieme li descrive come il diavolo e l’acqua santa. Tanto filosofo Paolicchi — passò alla storia un incontro Confitarma dove, di fronte a piani strategici del settore, disse candidamente che “certo, bisognerebbe intendersene di queste cose...” — quanto gestore pratico Pecorini, sempre pronto a prendere decisioni a nome del capoazienda. L’era dell’anonimato finisce appunto nell’84 con la chiamata alla guida della Tirrenia Spa, che Pecorini gestirà, normale in quegli anni, come un ammortizzatore sociale dei marittimi, quasi tutti di origine di Torre del Greco o siciliani. Un impegno che viene rafforzato grazie all’intuizione di gestire direttamente attraverso la Tirrenia Eurocatering, joint venture con i francesi, tutti i servizi di bordo della flotta pubblica più importante d’Europa. A Roma era riuscito anche ad avvicinarsi al Vaticano grazie alle sponsorizzazione dell’Oratorio Gonfalone. Fu Papa Wojtyla a farlo Gentiluomo del Papa. Se è vero che, come disse un suo nemico storico, Nicola Coccia di Confitarma, “prima o poi bisognerà raccontare la storia di Tirrenia perché è il paradigma di uno spreco tutto italiano”, non si può raccontarla senza passare da Pecorini. Negli ultimi dieci anni aveva tentato il rilancio, a modo suo. Ma era stato considerato un fallimento dato che già nel 2000 i soldi pubblici — quei 200 milioni di euro circa che ogni anno permettevano di trasfigurare un bilancio in perdita in uno in positivo — erano stati spesi per acquistare 4 mezzi veloci totalmente incapaci di affrontare la concorrenza privata. Intanto altri 500 miliardi di lire erano finiti nel buco nero della società. L’unica vittoria sul privato la ottenne nel 2006, quando un tribunale sentenziò che Vincenzo Onorato, patron della Moby, doveva pagargli 100 mila euro per diffamazione» (Massimo Sideri, “Corriere della Sera” 17/8/2010).