Guido Ceronetti, La Stampa 22/6/2007, 22 giugno 2007
Stampa Articolo 22 Giugno 2007 Titoli sconcertanti Guarda qua: alcuni dei titoli di libro più belli del mondo
Stampa Articolo 22 Giugno 2007 Titoli sconcertanti Guarda qua: alcuni dei titoli di libro più belli del mondo. Li conosce anche chi legge o abbia letto pochissimo: Guerra e Pace, Delitto e Castigo, I Promessi Sposi, I Miserabili, Il Libro della Giungla, L’Isola del Tesoro, La Divina Commedia, Il Rosso e il Nero, Essere e Tempo, La Luna e i Falò, I Legami Pericolosi, Ventimila leghe sotto i mari, Cuore di Tenebra, Viaggio al termine della notte... Fin dal titolo c’è bellezza e grandezza - e l’annuncio di un riscatto, di un contenuto di consolazione. Leggere, uno scampo dalle vergogne della realtà, capire per trascendere, trovare scampo... Ora, ecco, devo - come un tempo usava - scusarmi col Lettore per quanto sto per citare. Ho fatto uso come scrittore di parole violente, crude, urtanti, dei gerghi familiari o erotici, tutte le volte che mi è parso utile o necessario: mai avrei messo in un titolo uno di quei termini, che sempre richiederanno, nella trasmissione d’essere di un linguaggio, cautela. Ritenendomi scusato citerò alcuni titoli di recente apparizione sul mercato librario: Trilogia sporca dell’Avana: senza un cazzo da fare, Manuale del Leccaculo, Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo, Merda e Luce, Libri di merda (un’intera collana editoriale), Vita morte e miracoli di un pezzo di merda, Anni di merda, La vera storia del mondo: sesso, merda, generali e professori imbecilli, Storia della merda. Tra gli autori ci sono nomi famosi: Aldo Busi, Jacopo Fo, Paolo Villaggio, Oliviero Beha. Talvolta si tratta di titoli tradotti calcando gratuitamente la mano: il Manuale del Leccaculo è nell’originale You’re too kind, il «senza un cazzo da fare» tradurrebbe Nada que hacer. Tra gli editori c’è Mondadori (lo stesso di Addio alle armi, di innumerevoli titoli indimenticabili), Fazi - altri, minori, non li conosco. A Ravenna, tra 18 maggio e 17 giugno, si poteva devotamente visitare la grandiosa mostra: «Storia naturale dell’innominabile: la cacca» (parola di gergo infantile, che in età adulta ha un suono che mi dà allergia, come il diffusissimo chicca). Prima o dopo i mosaici bizantini? Una notizia sullo stesso quotidiano (Libero) annuncia che all’asta Sotheby’s di Milano «una scatoletta stercoraria è stata pagata 124 mila euro». Neanche questa roba è venuta fuori senza significare qualcosa. Occorre un momento rifletterci. «Ce qui nous guide le mieux c’est l’odeur de la merde». La sentenza è nobilissima, siamo nel buio delle trincee di Fiandra nel 1914, l’autore è Céline: qui l’applico fuori contesto alla traccia che questo prevalere verbale di mondo infero può segnare nel pensiero. Dire merda nell’inferno di Dante è perfetto; può esserlo anche nel suo dilagare nell’inferno contemporaneo? Siamo in una civiltà coprofaga? Che cosa può aggiungere di arioso alla libertà di espressione l’imbrattare titoli di libro con parole che, a vederle nelle vetrine, sconcertano i bambini, ai quali per lo più le famiglie insegnano «non dirle»? Non mi risulta in altre lingue europee... In Italia il bagno stercorario delle copertine è analogo ai titoli enormi che sui giornali hanno il fine di colpire, spesso per fatti subito sgonfiabili, e all’oratoria politica iperbolizzante a vuoto. L’editore penserà, con un titolo-pugno, che venderà di più? Eppure con un titolo privo di ogni fascino come «Il codice da Vinci» le vendite sono state colossali; se invece fosse stato «Il codice di merda» restava ai margini del mercato. Il passaparola in cui l’acquisto di un libro, una lettura è raccomandata al telefono, qualora un’amica dica all’altra - Devi leggerlo assolutamente! Io ho già letto due volte il «Manuale del Leccaculo»! - non produrrebbe acquisto. Sì, direi, anche in questi riflessi minimi (ma contundenti e visibili) c’è mondo sotterraneo, il basso strato del microcosmo che incarniamo, in rottura d’argini e in ascensione. Trova dappertutto un’abbondante penuria di amore e montagne russe vorticanti di moneta cartacea senza chioccia aurea (puro stercus diaboli mangiatissimo) che gli vale un segnale in perpetuo verde. Stampa Articolo