Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 21 Giovedì calendario

Ateismo. Finora considerati il popolo più religioso dell’Occidente, ultimamente gli statunitensi atei sono sempre di più, tanto che il magazine ”The nation” ha dedicato un servizio al fenomeno intitolandolo The New Atheist, ”I nuovi atei”, segnalando tra l’altro il caso del "Dakota Boys and Girls Ranch", riformatorio di Bismarck, in North Dakota, che per essersi affiliato a due gruppi luterani, ha ricevuto l’atto di citazione per violazione del principio costituzionale della separazione fra Stato e Chiesa, su ricorso della fondazione ”Freedom from Religion” (’Libertà dalla religione”)

Ateismo. Finora considerati il popolo più religioso dell’Occidente, ultimamente gli statunitensi atei sono sempre di più, tanto che il magazine ”The nation” ha dedicato un servizio al fenomeno intitolandolo The New Atheist, ”I nuovi atei”, segnalando tra l’altro il caso del "Dakota Boys and Girls Ranch", riformatorio di Bismarck, in North Dakota, che per essersi affiliato a due gruppi luterani, ha ricevuto l’atto di citazione per violazione del principio costituzionale della separazione fra Stato e Chiesa, su ricorso della fondazione ”Freedom from Religion” (’Libertà dalla religione”). Nell’articolo Ronald Aronson rivolge agli ateisti l’invito a "dare vita a una nuova coalizione" (tra "taciti ateisti che solo occasionalmente fanno riferimento a Dio", e ebrei e cristiani "spirituali e non contrari alla scienza"), che potrebbe trovare il suo simbolo nella "Costituzione americana" e aiutare la nazione a tornare sulla strada dei padri fondatori "non credenti" Thomas Jefferson e Thomas Paine. Data la campagna presidenziale in corso, in cui i candidati democratici, Hillary Clinton, Barack Obama e John Edwards, emulano i repubblicani nel conquistare il consenso degli elettori religiosi, il tasso di confessionalità è diventato oggetto di ripetuti sondaggi. Secondo i risultati pubblicati all’inizio dell’anno su ”Newsweek”, "il 91 per cento degli americani crede in Dio", ma i dati sono stati parzialmente smentiti da un Harris poll del ”Financial Times”, dove il 18 per cento degli americani si è dichiarato "agnostico o ateo", mentre a metà giugno il ”Barna Group”, ha precisato che "il 9 per cento della popolazione adulta non ha fede", percentuale che fa emergere circa 20 milioni di individui senza alcun legame con Dio. Da una parte il ”Christian Post” ha rivolto un appello ai lettori affinché "ignorino, rigettino o affrontino l’aggressività ateista". Dall’altra si sono moltiplicati nelle fila dell’intellighenzia i portavoce dell’ateismo. Il più famoso era l’attore Bill Maher che auspicava l’abbandono dei Dieci comandamenti "per concordarne altri sui quali c’è intesa universale". Recentemente Christopher Hitchens ha scritto God is not Great (’Dio non è grande”, bestseller appena pubblicato da Einaudi), per spiegare "perché la religione avvelena ogni cosa" a causa di un dna "violento, irrazionale, intollerante, alleato di razzismo e tribalismo, contornato da ignoranza, ostile al libero intelletto, sprezzante nei confronti delle donne e coercitivo con i bambini". L’atomica progettata dall’Iran sarebbe proprio l’estrema conseguenza dell’eccesso di fede dilagante nel mondo, e per contrastare il rischio di un’"Inquisizione nucleare" capace di portare distruzione ovunque, Hitchens chiede agli americani di promuovere "un nuovo illuminismo fondato sull’idea che alla base dell’umanità ci sono l’uomo e la donna". Intanto continua ad andare in ristampa The End of Faith (’La fine della Fede”, pubblicato in Italia da Nuovi Mondi Media) di Sam Harris, uscito all’indomani dell’11 settembre, e somma ristampe, che estende la condanna dei monoteismi alle fedi orientali: "Gli unici angeli che dobbiamo invocare sono la ragione, l’onestà e l’amore, mentre i demoni da temere sono l’ignoranza, l’odio, l’avidità e la fede, vero capolavoro del Diavolo". Il filosofo Daniel Dennett in Breaking the Spell (’Rompere l’incantesimo”, Raffaello Cortina editore), spiega che la fede è "un fenomeno naturale" originato dagli "antichi miti popolari", ma la scienza deve studiarne l’evoluzione per poterla demolire ("Le religioni sono sistemi sociali i cui partecipanti giurano di credere ad agenti soprannaturali"). L’etologo britannico Richard Dawkins, docente di comprensione della Scienza all’Università di Oxford, ha scritto The God Delusion, ”La delusione di Dio” (alla fine del 2006 il secondo libro più venduto da Amazon), per smascherare l’inganno del "creatore soprannaturale". Secondo Dawkins solo gli ateisti "possono essere felici, morali e intellettualmente appagati", la selezione naturale darwiniana è una "teoria superiore all’ipotesi di Dio", "i bambini non devono essere etichettati con la fede dei genitori", e non bisogna vergognarsi di non credere in Dio "perché è sintomo di sanità mentale".