Ivo Romano, ཿLa Stampa 21/6/2007;, 21 giugno 2007
I monaci Kaihigyo della setta buddista Tendai, sede sul monte Hiei (guarda dall’alto Kyoto, antica capitale del Giappone) possono diventare ”dai-ajari”, santi viventi, a patto di correre per sette anni in tunica e sandali, in tasca coltello e corda per togliersi la vita nel caso rinunciassero all’impresa: nei primi tre anni coprono 40 km per 100 giorni di fila, nel quarto e nel quinto passano a 200 giorni, nel sesto tornano a 100 ma allungano a 60 km, nel settimo arrivano a 84
I monaci Kaihigyo della setta buddista Tendai, sede sul monte Hiei (guarda dall’alto Kyoto, antica capitale del Giappone) possono diventare ”dai-ajari”, santi viventi, a patto di correre per sette anni in tunica e sandali, in tasca coltello e corda per togliersi la vita nel caso rinunciassero all’impresa: nei primi tre anni coprono 40 km per 100 giorni di fila, nel quarto e nel quinto passano a 200 giorni, nel sesto tornano a 100 ma allungano a 60 km, nel settimo arrivano a 84. Dal 1885 ci sono riusciti in 48. Dave Ganci, famoso atleta estremo: «Ho corso soffrendo il caldo e il freddo, la fatica, la fame e la disidratazione. Ma non riesco a immaginarmi come quei monaci».