Fulvio Bianchi, la Repubblica 21/6/2007, 21 giugno 2007
FULVIO BIANCHI
ROMA - Una "torta" di quasi un miliardo di euro: ma i club di calcio, in futuro non potranno più spartirsela per conto loro come hanno fatto sinora. Si torna infatti alla vendita centralizzata dei diritti tv: è finito lo strapotere di pochissimi club a svantaggio di tutti gli altri. La Camera ha approvato ieri sera definitivamente la legge delega n. 1496 voluta dai ministri Melandri e Gentiloni: i voti a favore sono stati 292, 4 i contrari, 146 gli astenuti (tra cui Forza Italia e An). L´Udc invece ha votato a favore. «Ora sfido i presidenti dei club...», disse tempo fa il ministro Giovanna Melandri. La "palla" infatti passa alla Lega Calcio: ha sei mesi di tempo per mettersi d´accordo sulla spartizione delle risorse. «Ma io spero che verso settembre-ottobre possano già farcela», spiega il sottosegretario Giovanni Lolli. «Altrimenti interveniamo noi». Il ministero ha già pronti i decreti delegati: che faranno i club? I big temono di dover rinunciare a 20-30 milioni all´anno a favore delle società medio-piccole: ma la cifra, secondo alcune proiezioni, dovrebbe essere molto più bassa (circa 7-8 milioni per un Milan). Di sicuro, comunque, i più poveri ne guadagneranno. Ci sarà meno sperequazione rispetto ad adesso.
«Il governo ha mantenuto la promessa, questa è una tappa fondamentale per la riforma del calcio», ha ricordato la Melandri ieri sera, ringraziando il parlamento. «Ci sarà più equilibrio in campionato e il sistema-calcio guadagnerà ancora di più, soprattutto cedendo i suoi diritti all´estero. I nostri club possono stare tranquilli: saranno ancora più competitivi anche in campo internazionale. Non solo: bisogna anche ricordare che c´è stato un nesso fra Calciopoli e il sistema di ripartizione delle risorse...». Pienamente soddisfatto per l´approvazione anche il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni: «I diritti del calcio contribuiranno a moltiplicare l´offerta e a fare crescere nuove piattaforme televisive».
Un appello ai club da parte di Gianni Petrucci, numero 1 del Coni: «Mi auguro che il mondo del calcio adesso abbia grande intelligenza, questa legge è importante e io l´ho sempre condivisa». Da parte di Antonio Matarrese, presidente della Lega, invece c´erano state non poche perplessità. Ora dovrà mettere d´accordo 42 presidenti di società. I contratti in essere resteranno ovviamente in vigore, ci sarà un regime transitorio sino al 2010-’11. Nella legge-delega è previsto anche uno spazio per le tv locali, viene difeso il diritto di cronaca, mentre sarà proibito quello che era consentito sinora, cioè che un´emittente poteva acquistare anche piattaforme che non possedeva e poi rivenderle (vedi caso Mediaset). Una parte dei fondi sarà destinata anche all´impiantistica sportiva, stadi e non solo.