la Repubblica 21/6/2007, 21 giugno 2007
WALTER GALBIATI
EMILIO RANDACIO
MILANO - Le tangenti per accaparrarsi gli immobili dell´Enasarco, i retroscena dell´acquisto di Villa Feltrinelli e gli incontri con Pecoraro Scanio. Ricucci negli interrogatori davanti ai pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, ricostruisce l´estate che, grazie a una sua battuta, è diventata quella dei "furbetti del quartierino".
L´affare Enasarco e i soldi a Billè
Ricucci: «Nei primi mesi del 2004, Billè mi presentò Donato Porreca, presidente di Enasarco e Fulvio Gismondi, presidente della fondazione Mario Negri. I tre mi parlarono della gara che avrebbe dovuto fare l´Enasarco per la gestione del patrimonio immobiliare della Fondazione: ci furono numerosi incontri in occasione dei quali mi fu fornita tutta la documentazione necessaria per preparare la mia partecipazione alla gara. Io avrei dovuto corrispondere a loro, in caso di aggiudicazione della gara, la somma di 60 milioni di euro, pari al 2% del valore del patrimonio immobiliare di Enasarco. Versai come acconto la somma di 3 milioni, che fu versata su un conto indicatomi da Gismondi. La somma uscì da Magiste verso il mio conto personale in Svizzera, Dodo, da lì fu trasferita sul conto indicatomi da Gismondi. Era un conto della Deutsche di Singapore. La somma doveva essere ripartita secondo queste percentuali: 40% a Billè, 40 a Porreca e 20% a Gismondi. Gismondi avrebbe dovuto curare la costruzione di una finta operazione diretta a mascherare l´uscita. Successivamente Billè mi chiese di regolare la sua quota non con denaro, ma cedendo al figlio Andrea il 20% della Magiste, cosa che fu fatta con la cessione delle quote a un Trust di Andrea Billé, che si chiama Dodo Trust, in Guersey».
Le cose però cambiano con l´avvio delle indagini su Ricucci e le quote della Magiste cedute al figlio di Billè tornano nelle mani dell´immobiliarista. Alla gara per gli immobili Enasarco, Ricucci partecipa in cordata con Deustche Bank e Intesa, che presto però lascia il posto alla Bpi di Gianpiero Fiorani.
«Il giorno precedente la gara – spiega Ricucci – Deutsche Bank prima mi chiese di aumentare la sua quota all´interno dell´Ati dal 40% al 46%, poi la mattina dopo non si presentò per la firma. La mia convinzione è che De Bustis e Bruno di Deutsche Bank abbiano concluso un accordo separato con Gismondi. Ciò dico perché ho visto più volte Gismondi recarsi da De Bustis, senza che mi dicessero che si incontravano. Io sapevo che De Bustis gestiva i soldi di Gismondi e Porreca. Inoltre De Bustis più volte mi disse di cercare un accordo con Pirelli». La gara venne annullata e Ricucci chiede indietro i 3 milioni. Cosa che, secondo l´immobiliarista, avviene a ottobre 2005. «Le indicazioni sulle modalità della restituzione furono date da Andrea Billè a me e a Di Marco con la consegna di un appunto scritto».
Anna Falchi e la campagna per Pecoraro Scanio
Ricucci: «Siccome il mio autista era prima l´autista di Pecoraro Scanio me lo voleva far conoscere, erano tre mesi che dovevo incontrare questo che mi voleva conoscere... Pecoraro Scanio mi voleva conoscere come personaggio, come imprenditore... Eh, eh, non ci crede? Glielo chieda poi se è vero... glielo chieda... Alfonso è amico mio, ci ho il telefonino di Alfonso. Ci sentiamo spesso». (...) C´era un rapporto di conoscenza, di... politica, come devo dire... di simpatia. Alfonso mi chiese se potevo mandare Anna a una delle partecipazioni elettorali, sai queste cose... Anna mia moglie. Cioè gli spiegai un po´ quali sono, quali erano le mie iniziative imprenditoriali. Voleva conoscere me e il mio gruppo».
L´acquisto di Villa Feltrinelli
Ricucci: «Ad agosto del 2004 durante le mie ferie... in una festa a Porto Cervo a casa della contessa Buik... incontrai un intermediario immobiliare, Luigi di Brilli... un intermediario di nicchia che cura solo immobili di grande pregio... io siccome stavo cercando una proprietà volevo comprare casa al mare o a Porto Cervo o all´Argentario. Lui mi dice: "Ti farò sapere" (...) Mi telefona nel dicembre del 2004, io ero a Firenze con Anna, nel tour teatrale. Stavamo a pranzo mi telefona Di Brilli siccome me lo ricordo che era amico anche di Anna, perché era fidanzato di Valeria Marini, questo mi dice "ti ho trovato la proprietà per te... è villa Feltrinelli all´Argentario", ah, ho detto cacchio subito, ho detto quella mi piace tantissimo... mi richiamò a gennaio e ci demmo appuntamento direttamente alla proprietà, per vederla. E arrivò col senatore Giulio La Stazza, io mai visto, mai sentito prima nella mia vita, tant´è che appena arrivo mi dice "scusa, ma io ti conosco, ho detto ah, mi conosci, guarda io so.... io ci ho l´aereo a Ciampino..." La Stazza era il proprietario, ma per problemi familiari voleva vendere Villa Feltrinelli. Ci ha chiesto 40 milioni... chiudemmo per 34 e 8...»