Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 21 Giovedì calendario

ROMA – Ora il consiglio decisivo Veltroni lo chiederà a Flavia, sua moglie da venticinque anni? No, non è proprio così che funziona, in casa dell’uomo che tiene sospeso il mondo politico

ROMA – Ora il consiglio decisivo Veltroni lo chiederà a Flavia, sua moglie da venticinque anni? No, non è proprio così che funziona, in casa dell’uomo che tiene sospeso il mondo politico. Lo spiega con rude chiarezza la suocera, in quanto madre di Flavia, Franca Prisco, già assessore con Argan, Petroselli e Vetere e tre volte senatrice Pds e Ds: «Walter ha la tempra per decidere da solo. E mia figlia ha un suo pensiero autonomo, non fotocopia quello del marito». Un’immagine che viene in mente, di Flavia, è a Kigali, Rwanda, novembre 2005, sotto una pioggia senza scampo, lei che protegge la figlia piccola, Vittoria, mentre Walter fa incontrare i ragazzi delle scuole romane e i ragazzi di strada rwandesi. Poi, dopo cena, Intercontinental hotel, Veltroni che parla agli studenti, spiega il senso del viaggio, li vuole ascoltare, e Flavia che senza farsi accorgere scivola in camera. Lo sguardo un po’ smarrito, ma anche sorridente, comprensivo dell’insieme. Una seconda immagine è all’inaugurazione della Festa del cinema, ottobre 2006. Veltroni con le figlie e con Flavia, in giacca beige, pantaloni neri e tacchi bassi sul tappeto rosso srotolato per i divi. Infatti subito dopo lo percorre Nicole Kidman, vestita come una sirena, e Flavia è un po’ fuor d’acqua e un po’, con gli occhi, sorride. Come quando gli amici le dicono: «Ma chi te l’ha fatto fare?». E lei soltanto, risponde: «Eeeeh...». Nell’unica intervista conosciuta (a Barbara Palombelli, aprile ’96), disse: «Stiamo insieme da 22 anni, anche se a contare le ore effettivamente passate, forse saremo stati insieme sì e no un anno. Ma non avrei mai sopportato un marito che alle sei di sera torna a casa e si piazza in poltrona». Ecco un’altra Flavia moglie importante, dopo Flavia Prodi. Un altro matrimonio stile centro sinistra. Le due Flavia hanno in comune il look sobrio, con tratti monacali, lo stesso stare in quinta, l’identico contegno lieve e penetrante. Flavia Franzoni Prodi interviene però, offre consigli e con Romano ha scritto un libro intitolato "Insieme". Hanno condiviso la parrocchia, l’Azione cattolica, gli studi. Walter e Flavia Prisco Veltroni si sono ritrovati nella Federazione giovanile comunista romana, via dei Frentani, fra La Sapienza e la stazione, dopo un incontro al Festival della gioventù a Berlino, 1973. Lui 18 anni, giacca e cravatta, le16 anni, una delle più carine comuniste romane. Qualcuno la chiamava Isabelle Adjani. Walter le fece la corte per un anno, lei preferiva frequentare certi amici un po’ più maglione e jeans. Alla fine Flavia disse sì a quella tenacia che ancora non conosceva bene, ma si erano trovati su certe passioni, lo Zecchino d’oro, la Freccia nera, il cinema (due film di seguito), la pizza, Berlinguer... Due anni dopo quel sì, 1976, Walter entrò in consiglio comunale a Roma. Era solo l’inizio e Flavia la timida, la ragazza che non ha mai perso il privilegio di arrossire, fu costretta a frequentare (talvolta) il mondo. Il momento più inatteso capita quando l’inossidabile Walter, a poche ore dalla rielezione in Campidoglio crolla sui calcoli renali, ricoverato. Chiede allora a Flavia l’enorme sacrificio: chiudere per lui la campagna elettorale, al Pincio, con Mara Venier accanto. Flavia legge il discorso con qualche fatica, calo di fiato, salto di punteggiatura, fa simpatia, offre umanità, pieno taglio veltroniano. Al Pincio era approdata in motorino con Martina, e pochi giorni fa, al pranzo con Laura Bush a Villa Pamphili, è arrivata con una Punto bianca e l’aria consueta di chi sta lì, con le mogli dei vertici del mondo, ma poi, architetto, ristruttura appartamenti, e va al liceo Tasso a parlare coi professori delle figlie e segue la carriera di Martina, aiuto dell’aiuto regista di Silvio Muccino, e presta attenzione alle aspirazioni di Vittoria, che vuole fare la stilista. Flavia è anche colei che ha detto: «Questa storia del Veltroni buono a tutti i costi mi disturba molto... alla fine dal buono al fesso ci vuole un attimo». E, tirando fuori il carattere: «Se vedo che tende verso il passo indietro, cerco di mandarlo avanti». Parole di chi conosce il presunto futuro leader del Partito democratico e del Paese. Non basta. Sul settimanale Diva e donna, un mese fa, compare un servizio con Walter e Flavia a passeggio nel parco, le labbra si sfiorano, le mani si stringono, lui porta un sacchetto della spesa. Un servizio di quelli, glamour, che si dedicano a Ferilli-Cattaneo o Totti- Hilary. O a una coppia che più di oggi conterà.