La Stampa 20/6/2007, pagina 34. Lettere, 20 giugno 2007
Lettera: Se l’Italia è incolta è colpa degli artisti. La Stampa, mercoledì 20 giugno Il recente dibattito sollevato da registi, artisti e intellettuali vari è esattamente l’espressione del male che si vorrebbe debellare
Lettera: Se l’Italia è incolta è colpa degli artisti. La Stampa, mercoledì 20 giugno Il recente dibattito sollevato da registi, artisti e intellettuali vari è esattamente l’espressione del male che si vorrebbe debellare. Cose del genere avvengono solo in Italia, dove si scrive arte e si legge "sharp business". La radicata retorica italiana si manifesta non solo nel linguaggio, ma soprattutto nei comportamenti. Se un film ha successo si paga ampiamente. In caso contrario non vale i soldi spesi. Non è certo lo Stato, cioè i contribuenti, a dover finanziare chi non sa fare il proprio mestiere. Chi, come, decide quali opere finanziare? Se sono stati dati milioni a film come "Mutande pazze", non c’è da essere tranquilli su gusti e scelte dei politici. Spesso registi e artisti usano la loro "arte" per fare propaganda alla loro parte politica, dare sfogo al loro solipsismo intimistico. Se la società italiana è volgare, incolta, degradata, sarà anche colpa degli intellettuali, di coloro che "fanno cultura"? La Rai ne è un esempio significativo. Gian Francesco Solimeni