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 2007  giugno 20 Mercoledì calendario

LE BOURGET

(Parigi) – Nei cieli d’Oriente le favole raccontavano di magnifici tappeti volanti. Ricchi d’altri tempi, tutto sommato moderati. Quelli di oggi si comprano un «palazzo volante», come ha battezzato un magnate mediorientale il suo nuovissimo superjumbo Airbus A-380 a due piani che qui al Salone dell’aeronautica di Le Bourget viene normalmente venduto alle compagnie aeree per ospitare sino a 853 passeggeri. Staccando l’assegno dell’acconto da 30 milioni di dollari (il dieci per cento sul prezzo pieno di 300 milioni) il magnate, per diritto di privacy, ha chiesto al costruttore di non rivelare il suo nome. E così il direttore commerciale di Airbus, John Leahy, ha obbedito, ma, orgoglioso del cliente e dell’operazione, ha aggiunto che poi «l’acquirente spenderà altri 150 milioni di dollari per arredarlo in modo conveniente ». Ed è logico; uno che affronta un investimento simile ha diritto anche a pretendere una favola. Mai nella storia dell’aviazione un privato aveva comprato un aereo tanto grande e tanto costoso. Ora c’è un gran trambusto negli studi newyorkesi del progettista di interni Edese Doret incaricato di stupire con un arredamento davvero celestiale. Però nonostante la fretta del misterioso compratore, il designer Doret deve limitarsi a fornirgli delle illustrazioni al computer proponendogli varie soluzioni perché l’aereo vero, a causa dei guai in cui è incappata la società Airbus, tarderà nella consegna di almeno un paio d’anni. Negli schizzi, comunque, si possono vedere oltre alle mega-sale riunioni, alle mega-sale da pranzo, ai mega-salotti, anche due mega-bagni con vasche di grandi dimensioni, praticamente due piscine, che – dicono – siano le prime ad essere installate su un aeroplano perché solitamente è preferita la doccia per ragioni tecniche. Infatti in questo caso hanno dovuto inventare un sistema per l’evacuazione rapida dell’acqua della vasca scaricata in un cisterna sottostante.
Per sistemare invece i collaboratori domestici (ad esempio il fotografo personale, il barbiere ecc.) in coda e ben separato, è stato predisposto un gruppo di poltroncine tradizionali. Il resto dell’equipaggio di 18 persone, piloti compresi, quando non è impegnato nella guida e nei servizi, può accomodarsi in uno spazio ricavato nella stiva. Ma non è tutto. Tra i marchingegni eccezionali segnalati e installati a bordo c’è una macchina per il caffè espresso e un sistema antimissile: a volte gli invidiosi possono diventare pericolosi.
Comunque il magnate orientale potrebbe essere presto non più il solo a vantare un «palazzo volante» perché Lufthansa Technik, una società sussidiaria della compagnia tedesca specializzata nell’arredamento interno dei jet, fa sapere di essere in trattative per soddisfare le esigenze di «una coppia di potenziali clienti di altri due Airbus A-380».
E c’è pure una società svizzera, la Jet Aviation Management AG, che sta costruendo hangar per arredare il nuovo superjumbo. Gli appassionati degli aerei milionari, tuttavia, non sembrano più casi isolati. Negli ultimi mesi sembra quasi scoppiata la febbre dei superjet. Fino a poco tempo fa i privati che avevano bisogno di molto spazio comperavano dei BBJ (Boeing Business Jet) tradizionali da una settantina di milioni di dollari (come il Boeing 737 che era entrato nei desideri di Silvio Berlusconi). Adesso si vuole qualcosa di ancora più comodo. Infatti la Boeing ha già venduto una ventina di jumbo B-747 (come i due Air Force One del presidente Bush da 280 milioni di dollari e 10.500 dollari per un’ora di volo), dieci B-767 (tradizionalmente da 300 posti) e due B-777 (in pratica un jumbo con due motori). Altrettanti affari fa comunque Airbus piazzando lussuosi A-320 ma pure i grandi A-340: i nomi, naturalmente, sono sempre segreti.