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 2007  giugno 19 Martedì calendario

La vendetta dei mediocri. Libero 19 giugno 2007. Credo che il lettore, dopo aver dato un’occhiata ai verbali pubblicati negli ultimi giorni da vari quotidiani, sia disorientato

La vendetta dei mediocri. Libero 19 giugno 2007. Credo che il lettore, dopo aver dato un’occhiata ai verbali pubblicati negli ultimi giorni da vari quotidiani, sia disorientato. Lo siamo anche noi. Solo che noi siamo pagati per cercare il bandolo della matassa e magari abbiamo qualche elemento in più utile a districarci nel casino generale. Vediamo cosa sta accadendo. 1) Da tempo si sapeva che la magistratura di Milano aveva in mano delle intercettazioni di Consorte (Unipol, cooperative) che conversava con D’Alema, Fassino, Latorre, ex comunisti legati al mondo delle cooperative. Si sapeva altresì che tali intercettazioni non contenevano alcunché di penalmente rilevante, però fornivano uno spaccato (folcloristico) della realtà italiana in cui l’intreccio fra politica e affari spicca in modo chiaro. Il Giornale fu il primo a divulgare una telefonata galeotta fra Consorte e Fassino. Questi, appreso della scalata rossa alla Banca nazionale del lavoro, esultò: bene, allora abbiamo una banca. Era noto che comunisti e loro eredi amassero il denaro, però costatare che il segretario diessino fremeva per l’acquisizione da parte dei compagni di Bnl, be’, faceva un certo effetto. Ecco perché la rivelazione del Giornale aveva tutti i crismi della notizia sensazionale. 2) Intendiamoci. Comprare una banca non è reato. Basta avere i soldi. I compagni li avevano - beati loro - quindi era legittimo che se la incamerassero. E non si comprende perché glielo abbiano impedito. Oddio, dirlo alla base non sarebbe stato facile, dato che i comunisti e il capitalismo non sono mai stati fratelli, almeno a parole. Per questo motivo le chiacchierate di Consorte con i vertici diessini dovevano restare segrete. E invece sono saltate fuori, facendo imbufalire - particolarmente - il conte Max, il quale ha fatto osservare, col suo tono sprezzante, che le intercettazioni sono una schifezza. Già. Lo sono. Però sono sempre circolate senza che lui né i suoi sodali si indignassero. Anzi. A leggere quelle riguardanti altri si erano divertiti come matti, perché in fondo ne erano favoriti. 3) Addirittura D’Alema & C., dopo aver lodato per lustri la magistratura perché svolgeva bene il suo lavoro, si sono messi a polemizzare con la medesima. Ovvio. Finché si occupava degli avversari della sinistra, i giudici erano bravi e buoni; ora che si occupano di quelli della sinistra, gli stessi giudici sono stronzi. Questa la sintesi. 4) Ricevuta la bastonata giudiziaria, i grandi giornali innamorati dell’Unione - Corriere della Sera e Repubblica su tutti - hanno pensato di restituirla. Rovistano nei cassetti e trovano gli interrogatori di Stefano Ricucci, chiuso in galera per aver scalato, nel 2005, la Rcs (Rizzoli Corriere della Sera). Roba datata. Siccome però non c’è nulla di più inedito della carta stampata, gli organi progressisti pigliano quei verbali e li sbattono in pagina sormontati da titoloni che avvertono i lettori: occhio, questo è materiale scottante. Ci immergiamo nella lettura e scopriamo che è aria fritta, però istruttiva. 5) Ricucci, come abbiamo detto, fece razzìa di titoli Rcs. Rubati dalle tasche di qualcuno? Scassinò delle casseforti? Fece delle rapine? No. Dai verbali non risulta. Risulta viceversa che li acquisì sul mercato. Dov’è il reato? Boh! Semplificando. Chi ha le palanche - poiché il mondo è metà da vendere e metà da comprare - compra. Ricucci comprò. Non si poteva. Il Corriere è intoccabile. Chi lo tocca muore. Ricucci rimase fulminato. Non era e non è giudicato degno di entrare nel salotto buono (si fa per dire). E lo arrestano. Lo interrogano. Dall’interrogatorio non emerge nulla di strano e di losco, ma lui sta dentro lo stesso; impara a non rompere le balle ai potenti di lusso. Ci sarà il processo e si verificherà. Aggiotaggio? Quando mai in Italia qualcuno era stato ingabbiato per aggiotaggio? Non importa. Bisogna pur cominciare con qualcuno. toccato all’ex odontotecnico e ormai anche ex finanziere. Stroncato. Dai titoloni e dai sommari dei quotidiani più che indipendenti si evince che Ricucci, prima di scalare, ottenne la benedizione di Letta e di Berlusconi. Il lettore medio dà una sbirciatina ai titoli, guardandosi dal sorbirsi le mappazze dei testi, e si persuade che la regia della famosa scalata sia opera del Cavaliere. Noi, invece, davanti alla mappazza non arretriamo. La ingoiamo. E ci rendiamo conto che la storiella è diversa. Nel senso che Ricucci, avvertendo ostilità, telefona a Letta e gli notifica di essere lui il Tizio che ràzzia titoli Rcs. Il Ciambellano del Cavaliere risponde: bene bravo complimenti. Cos’altro poteva dire a uno che prova a comprare il Corsera? E questa sarebbe una benedizione? A parte che se mi viene voglia di acquistare un monolocale (fin lì ci arrivo) lo pago e me lo prendo senza la benedizione di alcuno, tantomeno del Berlusca, non capisco perché si debba ritenere indispensabile l’Ok di Palazzo Chigi per acquisire un tocco del Corriere. Cos’è il Corriere, la Cappella Sistina o una azienda qualsiasi? In che cosa consiste la differenza fra un giornale e una latteria? 6) In ogni caso, sul piano mediatico, il presunto sì di Berlusconi a Ricucci equivale all’esultanza di Fassino e di D’Alema alla prospettiva che le Cooperative rosse pongano le mani sulla Bnl. Pazzesco. Una montatura allo scopo di trasmettere alla gente il seguente messaggio: la partita fra sinistra e destra adesso è sull’uno a uno. Parità. Nessun vincitore né materiale né morale. Palla al centro, si ricomincia. Siamo al peggio. La politica in Italia si fa coi verbali e con le intercettazioni. 7) E ci si lamenta perché gli italiani hanno perso fiducia nelle istituzioni, sputano in faccia a ministri e viceministri, non desiderano votare, pensano ad altro convinti che tanto non muta mai un’acca. Intercettazioni, registrazioni, trascrizioni: una montagna di parole al vento su cui destra e sinistra costruiscono tesi, antitesi, ipotesi più o meno fantasiose, secondo le convenienze. Quanto ai processi, va sottolineato che hanno perduto ogni credibilità: passano gli anni, le vicende si dimenticano e i verdetti - quando ci sono - lasciano perplessi. Valga un esempio per tutti: che fine hanno fatto lo scandalo Parmalat e i suoi liberissimi protagonisti? Massì, ricordiamo un altro paio di porcate: Cirio e Bond argentini. Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. 8) Ciò che non sfugge è che i padroni del vapore hanno licenza di fare tutto: scalare, acquisire, comprare, vendere e speculare. Mentre gli ultimi arrivati vanno stoppati con le buone o con le cattive. E chi non si attiene alla legge della foresta viene scaricato in dieci minuti. Viene arrestato senza una prova, poi si vedrà. Per ora va a casa. O in galera. Non disturba più il manovratore. Il manovratore è il sistema bancario e pochi finanzieri privilegiati cui è permesso tutto. Prodi, anziché tentare di smontare il meccanismo che ci strozza, lo ha rafforzato. 9) Non abbiamo né amici né nemici. Ci guardiamo attorno e siamo basiti. L’ex governatore della Banca d’Italia fu venerato come la Madonna per anni, centinaia di turiboli in azione; all’improvviso fu licenziato quasi fosse una serva a ore. Ancora si ignora quale reato abbia commesso. Fiorani, Banca di Lodi (Popolare Italiana), venne accusato di rubare alle vecchiette e ai morti. una novità che le vecchiette non sono trattate coi guanti bianchi dagli istituti di credito? Una sera, a cena con vari banchieri, ho raccontato di una mia zia che risparmiava per lasciare i soldi del funerale. Mi mostrò il libretto e mi accorsi che con l’inflazione al 15 per cento, eravamo alla fine degli anni Settanta - le davano un interesse del due per cento. Mi precipitai col documento in tasca alla Banca; ne dissi quattro al responsabile della filiale, il quale si giustificò così: se il cliente non protesta, noi non interveniamo. Rideva quel cretino. E ridendo aggiornò l’interesse. I banchieri con cui ero a tavola ammisero: effettivamente è così. sempre stato così. Bella roba. Fiorani sembra essere stato l’unico ad aver fregato le zie, e lo hanno bandito dal nobile consesso. Proprio in questi giorni il governo Prodi ha legalizzato il massacro degli anziani, fottendosi i loro conti dormienti. Cosa sono i conti dormienti. I soldi depositati e che nessuno reclama. Le banche non si sono mai sforzate di rintracciare gli intestatari (o gli eredi) di quei conti. Zitte. Furbe. Maledette. Vittorio Feltri