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 2007  giugno 19 Martedì calendario

Nella rubrica "Alta società" del "Foglio", Carlo Rossella ha lanciato una crociata contro l’aglio: «Puzza, io non lo digerisco, lo evito come un vampiro

Nella rubrica "Alta società" del "Foglio", Carlo Rossella ha lanciato una crociata contro l’aglio: «Puzza, io non lo digerisco, lo evito come un vampiro. Le fregature più grandi vengono dalla pasta, lì ce lo infilano, nel soffritto. Ma io so come dribblarlo, vengo usato da alcuni amici come annusatore ufficiale, vado anche in cucina a controllare». Il direttore del Tg5 sta compilando la mappa dei ristoranti italiani dove l’aglio è bandito, però nel Meridione zone franche non ci sono: «Se vogliono essere inseriti nella mia lista devono decidersi a togliere l’aglio». Al centro-nord va meglio: «I ristoranti deaglizzati sarebbero molti di più, ma sono dei carbonari, non hanno il coraggio di sfidare lo strapotere della tradizione». Tra i primi c’è stato a Roma Filippo La Mantia, chef siciliano della "Trattoria" che vanta per ospiti fissi Bobo Craxi, Paolo De Castro, Alfonso Pecoraro Scanio: «Faccio persino la caponata di melanzane senz’aglio. All’inizio ero criticatissimo ma ho scelto di cucinare come mi piace mangiare». Sempre a Roma, Paola Micara della "Barchetta" ha messo in cucina un cartello con su scritto "Vietato l’ingresso all’aglio": «I miei cuochi napoletani sono capaci di fare la pizza di scarole senza». Tra i nemici famosi dell’aglio ci sono Marco Tronchetti Provera e Luca Cordero di Montezemolo, i due giovani Elkann, che hanno ereditato l’intolleranza dal nonno Gianni, e poi Monica Bellucci, Raoul Bova, Manuela Arcuri. Ma molti personaggi, altrettanto noti, lo adorano: Giancarlo Elia Valori lo divora a spicchi, Stefania Prestigiacomo lo usa per le salse, Emilio Fede l’amava ma ha smesso di mangiarlo quando ha conosciuto Berlusconi, che tiene moltissimo all’alito fresco. Lo chef Antonello Colonna, che l’aglio l’ha fatto mangiare persino a Berlusconi, dice che il segreto sta nel modo di cucinarlo: «Se non lo soffriggi, se lo schiacci crudo, se lo fai bollire, i piatti vengono ottimi e digeribili. L’aglio è il re della cucina. Eliminarlo è come togliere i violini da una grande orchestra».