Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 19 Martedì calendario

A Berlino, diciannove anni dopo la caduta del Muro, la nostalgia dell’Est, Ostalgie, si manifesta attraverso forme nuove, ad esempio ha appena aperto un albergo che riproduce la vita quotidiana nella Ddr: chi vuole vivere da ufficiale della Stasi alloggia nella Stasi-suite con microfoni nascosti incorporati (59 euro a notte); chi preferisce il quotidiano del cittadino medio spende 38 euro per un appartamento nel Plattenbau - il casermone realsocialista - coi letti pieghevoli per i figli (lo spazio, all’epoca, non bastava); chi rimpiange i campeggi dei Pionieri, sceglie le stanze "Pionierlager" con letti da sei a castello (9 euro a persona)

A Berlino, diciannove anni dopo la caduta del Muro, la nostalgia dell’Est, Ostalgie, si manifesta attraverso forme nuove, ad esempio ha appena aperto un albergo che riproduce la vita quotidiana nella Ddr: chi vuole vivere da ufficiale della Stasi alloggia nella Stasi-suite con microfoni nascosti incorporati (59 euro a notte); chi preferisce il quotidiano del cittadino medio spende 38 euro per un appartamento nel Plattenbau - il casermone realsocialista - coi letti pieghevoli per i figli (lo spazio, all’epoca, non bastava); chi rimpiange i campeggi dei Pionieri, sceglie le stanze "Pionierlager" con letti da sei a castello (9 euro a persona). Al pianterreno, il negozio dei souvenir con prodotti tipici della Ddr, dai piatti di finta plastica alla cioccolata-premio. Altro rituale che testimonia la Ostalgie, il raduno annuale dei fan delle Trabant, la pericolosa "Volkswagen dell’Est” in plastica e cartone pressato, a Zwickau, in Sassonia, dove l’utilitaria veniva costruita (un tempo, da quando si ordinava e pagava una Trabant a quando veniva consegnata, salvo bustarelle o valuta ci volevano 14 anni; Oltre i cento orari l’utilitaria non correva, e, col serbatoio sopra il motore a due tempi, era un potenziale forno crematorio su 4 ruote). Quest’anno al raduno sono arrivati in ventimila, da tutta la Germania, dalla Repubblica Ceca e dall’Ungheria, ma anche dall’Olanda e dal Belgio. Duemila le Trabant in mostra, molte decorate in modo astruso: trasformate in cabrio, in limousine lunghissime alla newyorkese, col radiatore Rolls Royce o la stella Mercedes sul muso (i fan hanno anche un sito: www.supertrabi.de). I tedeschi sul nazismo non fanno ironia, ma sulla dittatura che all’Est gli succedette, sì. Il rischio, notano storici come Hubertus Knabe, è di dimenticarne i volti bui: la repressione, le torture, i casi misteriosi alla Litvinienko, il Muro.