Varie, 19 giugno 2007
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Poletti Paolo
• Civitavecchia (Roma) 6 giugno 1956. Vice direttore dell’Agenzia per l’Informazione e la Sicurezza interna (Aisi). Ex capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza. Nel 2010 si parlò di una sua cena del 13 ottobre 2008 con gli imprenditori Diego Anemone e Piero Murino cui il giorno dopo sarebbe seguita una richiesta d’aiuto per fermare una perquisizione della Guardia di Finanza. Il nome di Poletti comparve anche nella lista di Anemone trovata il 14 ottobre 2008 dalla Finanza nel pc dell’imprenditore. Al 180esimo posto si leggeva: «Via Ofanto-Poletti», riferimento a un’abitazione di Propaganda Fide, l’ente del Vaticano che affittava i suoi appartamenti, su segnalazione di Angelo Balducci, a politici, militari e funzionari pubblici. Si difese smentendo di aver partecipato a «cene riservate con Diego Anemone e Piero Murino» anche se «li conosco fin da quando ero sottocapo di Stato maggiore della Guardia di finanza» e precisando che l’appartamento «non è di Propaganda Fide. Mi fu assegnato dalla Finanza come alloggio di servizio» (’la Repubblica” 7/6/2010) • Nel 2007 fu indagato e perquisito nell’ambito dell’inchiesta ”Why not” (vedi DE MAGISTRIS Luigi): «[...] ”Nell’attività investigativa - scrive il pm nel decreto di perquisizione - emerge un ruolo non istituzionale di taluni appartenenti alla Guardia di Finanza, con ruoli anche di vertice. il caso dei generali della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardi e Paolo Poletti. Il primo intrattiene anche rapporti oggetto di investigazione con il prof. Giancarlo Elia Valori (tessera P2, ndr). Strettissimi sono i rapporti tra il generale Cretella e l’ufficiale della Finanza Brunella Bruno (indagata anch’essa, oggi al Cesis, ndr). Significativi sono, poi, i rapporti del generale Poletti: con Cretella Lombardo, Finmeccanica, Brunella Bruno, Tavaroli, Pollari, Saladino, Massimo Stellato (capocentro Sismi a Padova, indagato, ndr)”. La ”gola profonda” Caterina Merante mette a verbale: ”Nel 2005/2006 Saladino ci propone di rilevare la società Iset, riconducibile alla dr.ssa Antonietta Magno, che Saladino sosteneva essere in rapporti stretti con il generale Poletti. Arrivano presso Need con 2 consulenti, e l’allora Colonnello Poletti si chiude in camera con Saladino. La richiesta è questa: noi rileviamo Iset, destinataria di un importante finanziamento pubblico nel settore dell’informatica, con 23 milioni di euro di debiti, alla dr.ssa Magno diamo 150 mila euro. Ovviamente, era un’offerta assurda e diciamo di no. Lo scenario proposto da Saladino all’allora colonnello (Poletti, ndr) era questo: la Guardia di Finanza passava a Saladino l’archivio documentale, lui avrebbe dovuto fargli ottenere un finanziamento regionale”. Se questa presunta truffa si fosse realizzata, oggi l’archivio della Finanza sarebbe in possesso di Saladino e della ”loggia di San Marino”» (G. Ru., ”La Stampa” 19/6/2007).