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 2007  giugno 19 Martedì calendario

Sono famosi, bellocci e innamoratissimi. Quindi predestinati alla popolarità e non solo nel piccolo mondo antico dell’opera

Sono famosi, bellocci e innamoratissimi. Quindi predestinati alla popolarità e non solo nel piccolo mondo antico dell’opera. Stanno insieme da sette anni, felici e cantanti, insieme ai figli avuti in precedenti matrimoni: una ragazza lui, un ragazzo lei. Si chiamano Daniela Dessì e Fabio Armiliato, sono - ovviamente - soprano e tenore e domani al Regio di Torino canteranno Ernani, il più forsennatamente romantico di tutti i sempreVerdi. Intervista doppia. Quando ha cantato il suo primo «Ernani»? Dessì: «Il primo e unico a Martina Franca, nel ”91». Armiliato: «A Burgas, in Bulgaria, nell’88, pagato - si fa per dire - in leve: due o tre recite allo sbaraglio, ma utili. Il debutto vero l’anno dopo, con Patané all’Opera di Roma». Un aggettivo per definire questa produzione? D: «Interessante». A: «Grandiosa». L’opera che canterà sempre? D: «Tosca. Perché mi ci identifico: Tosca, c’est moi». A: «Forse Andrea Chénier, anche perché è la prima che abbiamo cantato insieme». E quella che che non canterà mai? D: «La rondine. Me l’hanno chiesta spesso, ma proprio non mi attrae». A: «L’elisir d’amore, ma solo perché non me l’hanno chiesta mai». Il primo requisito di un grande cantante? D: «Almeno tre: pazienza, calma e serenità. Se ti agiti canti male». A: «L’intelligenza. A differenza di quel che troppi credono, si canta soprattutto con il cervello». Il cantante di ieri che ammira di più? D: «Scontato: Maria Callas». A: «Beniamino Gigli. Sono cresciuto con i suoi dischi e ancor oggi li riascolto. C’è solo da imparare». E quello di oggi? D: «Mariella Devia. Ha una tecnica straordinaria». A: «Juan Diego Florez, il più coerente». Cosa fa un cantante quando non canta? D: «Soprattutto la mamma». A: «Soprattutto il papà. Ma anche il webmaster dei nostri siti e il tifoso della Samp. A proposito, un appello: Quagliarella, resta». A parte il consorte, il suo partner perferito? D: «Johnny Depp!» A: «Ah, sì? Allora Monica Bellucci». Per favore... D: «Forse Placido Domingo, sempre emozionante». A: «Il mezzosoprano Dolora Zajic. Mi porta fortuna: con lei ho debuttato al Metropolitan e a San Francisco». Per un cantante è più pericoloso un cattivo direttore o un cattivo regista? D: «Un cattivo direttore. Con il regista puoi mediare, con il direttore no». A: «D’accordo. Un regista banale può renderti ridicolo, un pessimo maestro rovinarti la recita». Il progetto cui tiene di più? D: «La mia prima Norma, il prossimo anno a Bologna». A: «Il mio primo Otello, il prossimo anno a Malaga». Essere una coppia nella vita è un vantaggio anche sulla scena? D: «Sì. Penso a lui e si placa l’ansia da palcoscenico». A: «Certo. Ci si gode la professione. Come succedeva alle grandi famiglie di artisti del passato». Meglio essere famosi o bravi? D: «Bravi. Anche perché molti bravi non sono famosi e molti famosi non sono bravi». A: «D’accordo. E aggiungo che la popolarità a tutti i costi non paga». Il pregio principale del suo partner? D: «L’onestà». A: «La dolcezza». E il difetto? D: «Posso dirlo? Russa moltissimo». A: «No, faccio i vocalizzi. Un difetto di Daniela? troppo apprensiva». Il primo provvedimento da prendere per i teatri italiani. D: «Contratti annuali per tutti...» A: «...e con audizioni annuali. La meritocrazia garantisce la qualità». Stampa Articolo