Corriere della Sera 19/6/2007, 19 giugno 2007
IN FONDO PEZZETTO SU COSTAMAGNA-ROVATI-RICUCCI
ROMA – Ubaldo Livolsi ha ammesso di aver trattato la quota di Rcs per conto di Stefano Ricucci. E di averne parlato con Silvio Berlusconi che gli consigliò di rivolgersi ad Alejandro Agag. Il banchiere d’affari che è stato l’artefice della quotazione in borsa di Mediaset, ha raccontato ai pubblici ministeri il suo ruolo nell’operazione, confermando quanto era stato già detto dall’imprenditore. Ha negato invece di aver partecipato all’affare il senatore Romano Comincioli, «zio Rommy» per Ricucci. «Me ne parlò – ammette – e mi chiese di avere un incontro con Berlusconi, penso per avere coperture politiche, come avrà fatto con altri. Ma io non ritenevo che fosse assolutamente il caso».
I politici e la trattativa
Il 6 giugno 2006 Livolsi arriva alla Procura di Roma. «Il discorso si esplicita intorno al luglio del 2005 con l’operazione chiamiamola Rcs, dove appunto Ricucci in qualche modo mi esplicitò che aveva raggiunto... Questa quota non era superiore al venti per cento, se ricordo bene, di Rcs.
Parlando con lui mi sembrava che l’unica possibilità per tentare una valorizzazione e una soluzione a questo suo investimento fosse la possibilità di trovare un socio industriale...
P.M.: Lei ha avuto un incarico formale?
LIVOLSI: No, questo è ancora a voce. Quindi io mi attivo... prima telefono al dottor Tarak Ben Ammar... la risposta però fu negativa. Dopodiché, parlando per telefono con il dottor Berlusconi, mi accennò che poteva essere interessante una telefonata, un colloquio con Alejandro Agag perché era una persona, molto bene introdotta nel settore, diciamo, dell’informazione e quindi del mondo editoriale in Spagna e in Francia.
P.M.: E lei perché ne parlava con Berlusconi? Così chiacchierando del più e del meno?
LIVOLSI: Sì, parlando così... avevo fatto una telefonata per salutarlo, per parlare e così venne... si discusse di questo fatto... e lui mi diede questa informazione...
P.M.: la prima volta che lei parla con Berlusconi di questo argomento? Di questa situazione?
LIVOLSI: Sì, sì. In passato c’erano stati dei tentativi da parte del dottor Ricucci di farsi accreditare, di incontrare il dottor Berlusconi, ma questo non avvenne mai.
P.M.: E come lo sa?
LIVOLSI: Chiese a me, ma io non riuscì a farlo incontrare... ma anche prima, cioè indipendentemente dal discorso Rcs...
P.M.: Quindi Berlusconi la indirizza ad Agag e lei va...
LIVOLSI: Io telefono ad Agag chiedendo se era interessato ad incontrare il dottor Ricucci... e ottengo una risposta positiva. Quindi faccio mettere in contatto Ricucci con Agag... penso che siamo nella seconda metà di luglio... Agag si dà da fare per organizzare un incontro a Parigi perché ritiene che il gruppo Lagardère sia interessato a fare un’operazione con Ricucci e quindi il 27, mi pare, di luglio, si organizza questo incontro a Parigi con la partecipazione di Magiste di Ricucci e del sottoscritto, del professor Fransoni e dell’avvocato Sinibaldi con Agag. Mentre a Parigi incontriamo nella sede del gruppo Lagardère Arnauld Lagardère che era, chiamiamolo così, il personaggio più importante del gruppo.... In quell’occasione ci presentammo con un documento dove di fatto cercavo di dare una valutazione, un documento della "Livolsi & Partners" del valore di Rcs nel senso che chiaramente il titolo a quel momento era superiore ai 6 euro quindi era considerato un valore abbastanza importante...
P.M.: Lei ha fatto un riferimento... Ricucci ed eventualmente altri soci.
LIVOLSI: Nello schema... ecco Ricucci ci disse che il venticinque per cento faceva parte della "new co." cosiddetta italiana dove lui aveva il venti e rotti, quasi il ventuno per cento, e però pensava... per aggregare evidentemente un altro quattro per cento.
P.M.: Un altro quattro per cento di Rcs?
LIVOLSI: Sì, che io non ho mai saputo chi fossero, chi potessero essere e non ho capito se c’erano già eventualmente altri soci che avevano queste azioni o pensava che nel momento in cui l’operazione potesse andare in porto fossero in grado di prendersi questo ulteriore quattro e qualcosa per cento... Lui era convinto, questo sì, che in caso di Opa qualcuno del patto avrebbe sicuramente aderito.
P.M.: Con Gianni Letta ha mai parlato di queste cose?
LIVOLSI: Con Gianni Letta? Mi pare proprio di no, mi pare proprio di no, adesso non... non... questo sicuramente non mi pare, non ricordo di averne parlato, Gianni Letta uhm... una volta parlò con Ricucci, ma non... ma non ricordo su questa operazione, così, nel senso più generale, non... Ricucci voleva in qualche modo accreditarsi, insomma.
P.M.: Come avvenne questa conversazione di Ricucci e Letta?
LIVOLSI: Tra Letta e Ricucci, non so, una volta parlavo con il dottor Letta e gli passai... gli passai il dottor Ricucci che era vicino a me, però era perché...
P.M.: Lei era al telefono con Letta...
LIVOLSI: Sì, e c’era Ricucci, glielo passai...
P.M.: Ma qual era l’oggetto di questa conversazione?
LIVOLSI: Ma così, era... perché appunto il dottor Ricucci aveva questo piacere poi di... di incontrare anche il dottor Letta, insomma di parlare in generale... di tutte le operazioni...
P.M.: E più o meno quando eravamo?
LIVOLSI: Eh, questo non... non ricordo, ma dovrei collocarlo, prima del... del luglio del... del 2005.
Il ruolo di Rossi
Il giorno dopo i pubblici ministeri convocano il professor Guido Rossi. Argomento: le mosse del patto sindacale di Rcs. «All’inizio del mese di giugno – dice – venni incaricato dal patto di sindacato di Rcs non tanto di prendere contatti, quanto di sentire la persona incaricata dal gruppo Magiste a proposito delle azioni della Rcs acquistate dal gruppo Magiste. La persona era il professor Natalino Irti.
P.M.: Può dirci esattamente il tipo di incarico che lei ha ricevuto?
ROSSI: Il patto era interessato a sapere dove sarebbero finite quelle azioni... se effettivamente c’era l’intenzione di fare una scalata alla Rcs perché... temeva che un’Opa sulla Rcs avrebbe potuto creare qualche difficoltà all’interno del patto di sindacato non essendo sicuro che gli amministratori dei singoli pattisti, avendo un prezzo di Opa magari estremamente interessante, potessero rinunciare al patto e portare le azioni in Opa.
P.M.: Lei ha avuto un mandato esplorativo... scritto?... Lei è a conoscenza del fatto che tutti i componenti del patto hanno avuto conoscenza dell’incarico a lei?
ROSSI: Guardi, erano tutti a conoscenza della mia azione se posso... divagare, che tutti mi hanno pagato la parcella che ho chiesto... singolarmente, perché è stato diviso e il l’ho mandato al patto e tutti hanno pagato la loro quota in relazione alle azioni, quindi certamente erano a conoscenza...
P.M.: Ha mai incontrato Ricucci?
No, mai incontrato... Non l’ho proprio mai visto se non in fotografia.
***
Claudio Costamagna è l’uomo che ha accompagnato Angelo Rovati da Stefano Ricucci. «Le cose – dice Costamagna proprio a proposito di quell’incontro – sono andate come ha raccontato Rovati ieri al Corriere ». Quindi nessuna richiesta di mediazione per entrare nel patto Rcs, ma il tentativo di Ricucci di parlare con Prodi. Costamagna non intende aggiungere altro: « una storia vecchia di due anni, di cui ormai si sa tutto. Non mi sembra che da questi verbali emergano significative novità. tempo di girare pagina, di chiudere una vicenda marginale e per certi versi assurda».