Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 18 Lunedì calendario

SILVIA FUMAROLA

DAL NOSTRO INVIATO
SIENA - Uno sguardo su Cuba e sull´America Latina, ma anche curiosità di costume come il ritratto della regina del circo Moira Orfei, firmato da Carlo Bevilacqua e Francesco Di Loreto. La seconda edizione della Festa del documentario "Hai visto mai?" diretta da Luca Zingaretti, a Siena, ha offerto una panoramica d´autore. Una torre di capelli, ciglia infinite, Moira degli elefanti è un mondo da scoprire: «Orfei è il nome del mio trisnonno, monsignore del Montenegro che battezzava i bambini degli zingari. A una di queste feste s´innamorò di una zingara, si spretò, la sposò e venne in Italia con un orso e quattro cagnolini: il primo circo». Nel suo camper rosa («non so vivere in una casa»), parla dei gay che l´adorano («a una festa ero con 50 Moire, più vere di me»), del debutto al cinema grazie a Dino De Laurentiis. «Fu lui a dirmi di tirare su i capelli, di truccarmi così. Totò mi fece una corte tremenda. "Se non fossi tanto innamorata di mio marito" gli dissi, "verrei subito con lei": un no detto in una bella maniera. Germi dichiarò che se avessi studiato recitazione sarei diventata come Sophia Loren». Tutti i soldi dei 47 film li ha messi nel circo, amore condiviso col marito Walter Nones. «Era il domatore più bello e me lo sono cuccato. Una volta nella gabbia il leone lo aggredì, forse era geloso della leonessa in calore».
I figli Stefano e Lara lavorano con lei, come i nipoti. «La pista è magica, ero seduta al buio, un bambino mi ha visto e ha gridato: "Mamma, una bambola gigante!". Non mi sono mossa, il circo deve far sognare». Meraviglioso il racconto del ritorno da Teheran, alla scoppio della rivoluzione, gli animali caricati su nave messa a disposizione da Lauro, lo sbarco al porto di Napoli come in un film di Fellini. La giuria (tra gli altri Giovanni Minoli, Gianni Minà, Alberto Sironi, Roberto Andò, Darwin Pastorin, Patricio Guzman e Fernando Birri), ha premiato R-ESISTENZE (Donne del sud) di Marco Pasquini. «Ho scoperto il documentario girando Gulu in Uganda», racconta Zingaretti «un mezzo per comunicare potente, è verità. Un´occasione per approfondire in un mondo in cui le notizie circolano in tempo reale, ma spesso in modo superficiale».