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 2007  giugno 17 Domenica calendario

GIORDANO STABILE



Il nome non suona mitico come le Montagne della Luna per secoli inseguite invano dagli esploratori di tutto il mondo alla ricerca delle sorgenti del Nilo, finché Henry Stanley non le identificò con le cime innevate del Ruwenzori e mise fine alla caccia. Ma il monte Mismi, nel sud del Perù, si è ritagliato lo stesso il posto d’onore nella storia della geografia. Da ieri i suoi ghiacciai sono ufficialmente la fonte del fiume più lungo del mondo che non è più - attenzione esaminandi, potrebbe essere la domanda trabocchetto di quest’anno – il vecchio Nilo, fecondatore dell’Egitto, ma d’ora in avanti il Rio delle Amazzoni. Fiume che già deteneva molteplici record: quello con la maggior portata d’acqua, col bacino più esteso, col maggior numero di affluenti. E che ora una spedizione di studiosi brasiliani dell’Istituto di geografia e statistica (Ibge) e dell’Istituto nazionale di ricerca spaziale (Inpe) ha coronato del titolo più ambito.
Cento chilometri
Il Rio delle Amazzoni, dopo la spedizione sulle Ande peruviane, ha guadagnato in un colpo solo quattrocento chilometri: da 6448 a 6800. E ha staccato il Nilo, rimasto a 6750, di oltre cento. Gli scienziati brasiliani hanno subito comunicato la variazione all’Unione geografica internazionale, che dovrà mettere il suo timbro prima che la nuova verità venga stampata sui libri di scuola di tutto il mondo. Si preannunciano già dure battaglie perché gli egiziani non si lasceranno soffiare il primato senza contestazioni.
Guido Gelli, il direttore oriundo italiano della sezione Geoscienze dell’Ibge che ha guidato la missione, ha messo le mani avanti e in un’intervista alla brasiliana Rede Globo ha affermato che «da oggi il Rio delle Amazzoni dev’essere considerato il fiume più lungo del mondo». Difficilmente le sue parole metteranno fine alla disputa. La misurazione del fiume, come quella del Nilo, ha impegnato generazioni di esploratori e geografi. Nel secondo dopoguerra si era arrivati a stime di 7000 km. Poi le misurazioni del 1969 avevano stabilito che il Rio delle Amazzoni aveva una lunghezza totale di 6448 km.
L’inaspettata riapertura del caso è legata alla particolare morfologia del Rio delle Amazzoni, lungo il cui corso sfociano diecimila affluenti, 17 dei quali hanno una lunghezza superiore ai 1600 chilometri, quasi il triplo del Po. L’andamento del fiume muta con le stagioni, in base alla quantità delle precipitazioni sul suo bacino, esteso quasi come l’Australia, 7 milioni di kmq.
La fatica
Lungo il corso superiore, in Perù, l’intrico delle giungla peruviana e le lussureggianti foreste del lato occidentale delle Ande rendono possibili solo esplorazioni vecchia maniera, anche in tempi di mappe satellitari. La spedizione brasiliana che ha cambiato indirizzo alle sorgenti del Rio è stata costretta a una lunga risalita con imbarcazioni e a piedi, per seguire via via tutte le diramazioni fino a trovare la pista giusta, quella di un affluente che puntava decisamente a sud. A questo punto la spedizione ha assunto contorni ottocenteschi, in un territorio inesplorato, tra foreste, laghi e cascate, con la fatica che aumentava man mano che cresceva l’altitudine.
«Siamo stati soggetti alla confusione mentale dovuta all’aria rarefatta – racconta Gelli - e ora capisco perchè ci sono stati così pochi studi su questa area: non è inaccessibile ma senz’altro è inabitabile». Di fronte alle cime innevate del Nevado Mismi, 5597 metri, anche se provvisti di gps e strumentazione collegata a un radar orbitale, ai ricercatori dev’essere balenata un’illuminazione simile a quella che folgorò Stanley il 24 maggio 1888, quando vide all’orizzonte i nevai del Ruwenzori, di solito coperti di nubi e celati fino ad allora agli esploratori: erano quelle le Montagne della Luna che custodivano le sorgenti del Nilo e di cui aveva parlato Tolomeo millenni prima. E lui, Stanley, le aveva trovate.
Ma a differenza di allora oggi molti si fionderanno sul sito di Google Earth per dare un’occhiata dall’alto, con l’aiuto del satellite, al punticino da cui sgorga il Rio delle Amazzoni. Il nuovo padre di tutti i fiumi.

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