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 2007  giugno 16 Sabato calendario

CONSUMI Leandro

CONSUMI Leandro Firenze 1974. Lavora alla Giochi Preziosi • «[...] è il ”papà” dei Gormiti, mostri di plastica delizia dei bambini e croce dei genitori, costretti a girare per edicole e negozi in cerca degli introvabili pupazzi [...] comincia solo ora a rendersi conto del fenomeno a cui ha dato vita: 30 milioni di pezzi venduti dal 2005 a oggi. Niente male, per uno che a scuola ”non andava tanto bene, ma aveva tanta fantasia” e che voleva fare di Firenze il ”Rinascimento del giocattolo”. ”Da bambino – racconta’ quando passavo in macchina sulla Firenze-Mare davanti alla Giochi Preziosi mi immaginavo che lì dentro ci fosse il paese dei balocchi. E speravo, un giorno, di lavorarci... [...] volevo fare qualcosa di buono, ho cominciato a pensare in quale categoria di prodotti la nostra azienda fosse ”scoperta’. Poi ho studiato i gusti degli adolescenti, veri trend-setter per fratellini e amichetti più piccoli. Mi ha colpito la loro passione per il fantasy e l’avventura: ho semplificato al massimo queste suggestioni, e sono nati i Gormiti [...] Gli inizi sono stati difficili: non ero stato assunto per creare giocattoli, era una mia iniziativa personale, a margine degli impegni quotidiani. Ma il presidente Preziosi, quando ha visto i Gormiti, dopo una presentazione di mezzora mi ha detto ”Di questi ne vendiamo sei milioni in anno’ [...] Poi è esploso il fenomeno: 7 milioni in sei mesi. A Natale 2006 pensavamo di essere in fase calante (eravamo al terzo lancio: in genere l’ultimo nella vita media di un giocattolo), invece nei negozi l’Isola dei Gormiti andava esaurita in un attimo. Ci hanno accusato di non averne prodotto abbastanza: la verità è che non ce l’aspettavamo e non riuscivamo a sostenere quei ritmi [...] Ora c’è un gruppo di persone che lavora solo sui Gormiti, una manica di pazzi che stanno qui anche tredici ore al giorno, senza sabati né domeniche. Ma soprattutto che sanno lavorare col cuore, e si vede [...] I Gormiti sono 130 e continuano ad aumentare. La cosa più divertente è inventare i nomi: ho usato quelli di mio padre, di mio nonno, dei miei colleghi. O parole senza senso che al liceo facevamo a gara a pronunciare durante le interrogazioni di latino. I nomi di chi mi sta antipatico, anagrammati, li uso per i cattivi”» (Giulia Ziino, ”Corriere della Sera” 16/6/2007).