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 2007  giugno 21 Giovedì calendario

Panorama 21/6/2007. Dall’una e dall’altra parte (e anche dalla terza, e la ennesima, perché il bipolarismo italiano è una leggenda) la selezione e il lancio di nuove e nuovi leader, giovani, cattivanti, carine, carini, telegenici, folti di capigliature e di sguardi sfrontati, somiglia sempre più al casting dei reality tv

Panorama 21/6/2007. Dall’una e dall’altra parte (e anche dalla terza, e la ennesima, perché il bipolarismo italiano è una leggenda) la selezione e il lancio di nuove e nuovi leader, giovani, cattivanti, carine, carini, telegenici, folti di capigliature e di sguardi sfrontati, somiglia sempre più al casting dei reality tv. Il numero degli aspiranti cresce a vista d’occhio, e se non si ono ancora file paragonabili a quelle dei provini televisivi è perché la politica spettacolo attrae assai meno dello spettacolo-spettacolo. E il secondo promette agli outsider colpi di fortu na che la prima continua a ostacolare, con la sua gerontocrazia e le cucciolate stagionate di successori cresciuti all’ombra. Tuttavia, anche in politica la gente nova trova più spazio, le scuole di partito non esistono più, i partiti non fanno scuola e l’aria che tira renderebbe sempre più possibile che un privatista di passaggio facesse saltare il banco, se non fosse che è già successo, e che la gente nova dell’altroieri e di ieri è già attaccata al posto. Ora, c’è un paradosso nella perdita di consensi del governo. Per un verso essa rende inevitabile il ricorso a facce nuove, nei partiti, nelle candidature al governo, sia nella maggioranza sia nell’opposizione, la quale non può immaginare di affrontare le facce nuove senza mettere a sua volta in campo facce altrettanto se non più nuove. In questa concorrenza si gioca una figurina di Michela Vittoria Brambilla contro una di Walter Veltroni (che nuovo certo non è, ma non è usato, e oggi è il candidato fin troppo destinato di un centrosinistra da rianimare), o contro una di Anna Finocchiaro, e così via. Ma allo stesso tempo, poiché i sondaggi danno sul serio, a quanto sembra, un distacco imponente a favore del centrodestra, e del centrodestra così com’è, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi e tutto G 6 punti, più o meno), si capisce che la prospettiva di una crisi del governo seguita da elezioni anticipate non possa che piacer loro, e indurli a trattare la promozione di giovani e facce nuove e nuove capigliature come un’operazione di fácciata, o tutt’al più come una manovra di riserva, mentre l’aspettativa vera è di riprendersi a man bassa maggioranza e governo, con le fàcce di prima. Partita col tempo. Romano Prodi è persuaso che il tempo giochi a suo favore e che il prezzo di impopolarità della politica finanziaria dell’esordío possa via via tramutarsi nel guadagno di consenso procurato dal miglioramento economico. Naturalmente, può succedere al contrario che il tempo giochi a sfavore, e che il ricambio della leadership avvenga quando ormai la partita sia perduta e si tratti solo di ridurre i danni. Dall’altra parte, gli alleati di Berl usconi sentono che nel tempo breve le loro ambizioni sono frustrate, e dovrebbero rassegnarsi alla solita seconda fila, se non alla terza, cui li retrocedono le nuove fiammanti capigliature. Sembra una partita a scacchi col tempo, forse è il solito gioco dell’oca. Adriano Sofri