Vanity Fair 21/06/2007, pagg.80-82 Marina Cappa, 21 giugno 2007
Gabriele Lavia Sempre stato vecchio. Vanity Fair 21 giugno 2007. Premessa n. 1 Gabriele Lavia ha appena concluso (per questa stagione: la prossima tornerà in tournée) le recite di Misura per misura di William Shakespeare
Gabriele Lavia Sempre stato vecchio. Vanity Fair 21 giugno 2007. Premessa n. 1 Gabriele Lavia ha appena concluso (per questa stagione: la prossima tornerà in tournée) le recite di Misura per misura di William Shakespeare. Ne è regista e interprete, nella parte del Duca che affida il governo della città al vicario Angelo. Costui, decidendo di applicare le leggi alla lettera, condanna a morte un uomo per aver fatto l’amore con la fidanzata. Intercede la sorella novizia del condannato, e il vicario cerca di sedurla. Torna il Duca, svela l’intrigo e... vuole la novizia per sé. Premessa n. 2 Lavia ha 64 anni, 3 figli e una fidanzata. Il primogenito è Lorenzo: è lui che interpreta l’Angelo di Misura per misura (parte che trent’anni fa aveva recitato il padre). La compagna di Gabriele è Federica Di Martino: ha 33 anni ed è la novizia shakespeariana. Premessa n. 3 (ultima) Lavia parla dell’amare, dell’essere padre, dell’invecchiare. Ma non bollatelo troppo come pesante: vorrebbe che qualcuno si accorgesse della sua leggerezza e autoironia. Immaginatelo parlare con voce profonda e occhietto furbo. Così, saranno contente le sue figlie: lui Vanity non lo legge, loro sì. Fra la Vienna del ”600 di Shakespeare e il suo Misura per misura con bordelli sadomaso: qual è il filo conduttore? "Il primo aspetto che emerge è quello politico: quale idea di misura applica il potere nel giudicare, il rapporto fra colpa e condanna, e questo ci fa pensare a tutte le follie delle pene nella nostra società". Sessuofobia, castità dichiarata e libidini nascoste, religione... Anche questi sono temi d’oggi? "La Chiesa ha un’eredità complessa con cui confrontarsi, ci sono questioni difficili come il matrimonio omosessuale. Però se c’è una tradizione, è bene rispettarla. Per esempio, era meglio la messa in latino di quella in italiano: non si capiva e quindi era più coinvolgente. Comunque io non credo in Dio". Neanche da piccolo frequentava la chiesa? "Ho studiato dai preti. Quando da Catania ci siamo trasferiti a Torino, mia mamma era preoccupata, diceva che la Sicilia era più sicura. Così mi mandò dai salesiani, che avevano l’oratorio e le giostre. Dovevo andare a messa tutti i giorni e confessarmi, altrimenti mi interrogavano a scuola. Ma in confessionale, seguivo il consiglio di mamma: ”Nega sempre”". Il matrimonio (con Annarita Bartolomei, madre di Lorenzo) non l’ha celebrato in chiesa? "No. Ma con Monica (la Guerritore, con cui è stato per 16 anni e da cui ha avuto le figlie Maria, 20, e Lucia, 15, ndr), che è molto religiosa, andavo a messa: lei ci teneva e io la seguivo, stavo attento". Con le figlie che rapporto ha? "Di un’intimità soprattutto telefonica. Le tormento con i miei messaggini. Scrivo che sono l’amore più grande della mia vita, e loro si scocciano. D’altra parte, le ho avute che ero già un uomo di una veneranda età. Adesso, poi, la mia età diventa un’immonda decrepitezza". Questione ostica, l’età. "Invecchiare è la cosa più brutta che può capitare a un essere umano. A un certo punto della tua vita ti accorgi che non sei più in salita ma in discesa: prima facevi una fatica pazzesca per arrancare su, adesso la fai per non rotolare giù". Problema esistenziale o estetico? "Io cerco di guardarmi allo specchio il meno possibile, non mi piaccio in niente, mi sono antipatico. Avrei voluto essere bellissimo, bravissimo e ricchissimo". Non le è andata poi male, a giudicare dal suo curriculum sentimentale. "Le mie donne mi hanno sempre detto che sono insopportabile, triste, infelice. Credo abbiano ragione, son nato così. Con pochi momenti buoni: quando sono nati i miei figli, il primo giorno di prove... Il secondo inizio già a soffrire. Il mio sogno è arrivare alla prova generale, e il mattino dopo scoprire che qualcuno ha bruciato il teatro. Così non dovrei recitare e tutti direbbero: ”Peccato, com’era bello quello spettacolo". Tornando alle donne... "Evidentemente sono un torturatore inconscio, le ho sempre rese tristi da morire, almeno così mi dicono, anche se io trovo che le torturatrici siano loro". Che cosa le hanno fatto? "Non sanno usare il dentifricio e lo spazzolino da denti, chiudono male il tubetto, schizzano dappertutto. Le donne si sono emancipate, troppo. Hanno rinunciato all’ordine". Lei è molto ordinato? "Sì. In scena metto sempre a posto gli oggetti: caratteristica tipicamente femminile. So sistemare i fiori meglio della mia colf". Che cos’altro fa meglio delle donne? "Ho smesso di fumare, ormai fumano solo le donne e i poveri. Ho provato a convincere anche Monica a rinunciare, ma non ci sono riuscito". Con la Guerritore tornerebbe a recitare? "Sarebbe patetico. Fra noi non potrebbe più soggiornare l’assoluto". Con chi soggiorna adesso l’assoluto? "Adesso sto con la Di Martino. La ragazza è giovane, deve avere il complesso del nonno. Meglio così". Capita spesso che lei ami un’attrice. "Il regista per statuto è seduttivo. Quando corteggi durante le prove è tutto un colpo di ventaglio. Dopo un po’, dal ”cara scusa” passi al ”non mi rompere il cazzo”. terribile se la tua donna non riesce a fare quello che le chiedi. Certo, le persone che ti sono vicine sono quelle che tratti peggio". Vale anche per suo figlio? "Non condivido nulla di ciò che fa. troppo disordinato. Non nel lavoro, però. Lorenzo ha un amore infelice per il teatro, ed è il più bel complimento che possa fargli: il teatro ci vuole una vita per capire come si fa, se ti rendi conto delle difficoltà, questo amore ti si rivolta contro. Però, adesso l’intervista verrà fuori seria, invece io vorrei parlare con leggerezza, prendendomi un po’ per il culo. Meno male che non la leggerò". Meno male. Ma è lei stesso a parlare di infelicità e tristezza. "Non c’è nessun infelice che non si guardi con ironia, divertimento". Ma lei riesce a far divertire le donne? "Le donne no, nella tua donna ti abbandoni, non reciti". Se le cose si fanno serie, si rischia un nuovo matrimonio, altri figli. "Mi è stato chiesto di recente, poi è finita. I figli sono indispensabili, ma sono una fatica gigantesca. E poi io sono per il matrimonio indissolubile". Non si direbbe. "Ma cosa vuol dire... ho sbagliato. Perché dobbiamo pensare che il matrimonio sia una vacanza Valtur? _ giustamente _ un inferno. E non è vero che i figli stanno peggio se i genitori litigano: vogliono che stiano insieme. Dei miei ricordo grandi guerre all’arma bianca, si tiravano le posate". A lei non è capitato? "Non ho colpito, ma tante volte avrei voluto strangolare". fedele? "La fedeltà è culturale e io non mi sono mai applicato a studiare bene quelle lezioni. Le mie storie sono finite sempre per quella ragione. Ma adesso sono vecchio e l’età porta a una fisiologica fedeltà". Le è difficile dimenticare l’età. "Tante cose sono difficili, anche fare le uova fritte". bravo in cucina? "So far tutto, ma sono un uomo noioso e amo riso, orzo... quelle cose un po’ da pensionato. Sa che ho mangiato la pastasciutta per la prima volta a 35 anni? Non riuscivo a ingoiarla. La donna della mia vita sarebbe Mariangela Melato, che è come me: ama solo brodi e minestrine. Ogni tanto le mando un sms: ”Sto mangiando una minestrina col brodo Star”. ”Beato te!”, mi risponde". Marina Cappa