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 2007  giugno 15 Venerdì calendario

WALTER GALBIATI

ELSA VINCI
ROMA - Saltata l´intesa tra Stefano Ricucci e la Banca Popolare Italiana per ripianare crediti da 202 milioni di euro. Ieri Domenico Fazzalari, il curatore fallimentare della Magiste International, la capogruppo dell´immobiliarista romano, ha depositato al tribunale di Roma istanza per avviare la revoca della vendita delle quote Rcs escusse lo scorso giungo dalla banca lodigiana.
L´azione revocatoria nei confronti della Popolare Italiana, secondo quanto riferito dall´agenzia di stampa Radiocor, riguarda la vendita, tra il 2005 e il 2006, delle azioni Rcs in portafoglio a Magiste International su cui la banca vantava un pegno. Si chiedono indietro o le azioni o il denaro, anche se la richiesta è retorica visto che la Bpi aveva garantito i compratori dei titoli (tra cui le famiglie Benetton e Toti) da ogni azione revocatoria.
L´istanza avanzata da Magiste contiene anche una richiesta di risarcimento danni che la società stimerebbe in 420 milioni. Il danno sarebbe stato provocato dalla revoca dei fidi concessi da Bpi a Ricucci, che li usò per scalare Antonveneta, e dalla successiva escussione del pegno sui titoli Rcs. Magiste International sostiene che all´epoca non c´erano elementi per spegnere i fidi in questione.
Se l´istanza dovesse essere accolta, la Popolare italiana sarebbe costretta a restituire a Magiste International quanto ricavato dalla vendita (fino a un massimo di 488 milioni di euro) e a insinuarsi così nel passivo di Magiste insieme ad altri creditori. Che alla fine del giro di giostra il curatore fallimentare dovrà poi pagare.
In base all´intesa di massima raggiunta il mese scorso, l´istituto di credito, guidato da Divo Gronchi, avrebbe ottenuto da Magiste la restituzione di circa 26 milioni di euro in cambio della rinuncia alla restante parte del credito vantato (circa 176 milioni). La transazione era vincolata al dissequestro di 8,2 milioni di azioni Capitalia "congelate" dalla procura di Roma nell´inchiesta sui cosiddetti fondi del presidente di Confcommercio, alla quale sarebbero dovuti essere restituiti 39 milioni di euro vantati nei confronti della controllata di Magiste, la Garlsson Real Estate. La somma venne versata come anticipo per l´acquisto della palazzina ai Parioli a Roma destinata a diventare la nuova sede dell´associazione dei commercianti. A questo punto, anche questa parte dell´accordo dovrebbe saltare, a meno che Magiste, tenuto conto delle importanti liquidità di cui dispone, non intervenga sulla controllata Garlsson RE per estinguere il debito con Confcommercio. A Milano, intanto, i pm hanno concesso la revoca del sequestro di altri 21 milioni di euro alla Magiste, relativi alla compravendita dei titoli Antonveneta. La somma però non verrà restituita perché gravata da un altro sequestro chiesto dal Tribunale di Roma.