Arturo Zampaglione, la Repubblica 14/6/2007, pagina 18., 14 giugno 2007
Nel 1994 dai laboratori Wright dell’Air Force di Dayton, in Ohio, fu mandata al Pentagono una proposta ufficiale per costruire una "bomba gay” in grado di disseminare dietro le linee del nemico un potente cocktail di ormoni afrodisiaci: attratti irresistibilmente tra di loro, i soldati avversari invece di combattersi avrebbero fatto sesso
Nel 1994 dai laboratori Wright dell’Air Force di Dayton, in Ohio, fu mandata al Pentagono una proposta ufficiale per costruire una "bomba gay” in grado di disseminare dietro le linee del nemico un potente cocktail di ormoni afrodisiaci: attratti irresistibilmente tra di loro, i soldati avversari invece di combattersi avrebbero fatto sesso. Già da qualche anno si sentiva parlare - nell’ambito delle ricerche del Pentagono sulle armi non letali - dei tentativi di indurre l’omosessualità a fini bellici, però sembrava uno scherzo. Invece Edward Hammond, un ricercatore di Berkeley che lavora per il Sunshine Project, gruppo pacifista che tiene d’occhio le spese della difesa, ha ottenuto una copia della proposta della «bomba gay» attraverso il Freedom of information act, la legge che dà accesso ai documenti del governo che non siano coperti dal segreto di stato. La proposta era così intitolata: «Agenti chimici capaci di infastidire, molestare e identificare i cattivi». Costo della fase iniziale del progetto: 7,5 milioni di dollari. Nel documento di tre pagine si ipotizzavano anche sistemi «di pessimo gusto, ma non letali» per provocare flatulenze, rendere la pelle allergica ai raggi di sole, attrarre vespe o topi, e produrre un alito pestilenziale. Il capitano Dan McSweeney, del dipartimento delle armi non-letali del Pentagono: «Riceviamo centinaia di idee. Non tutte vengono perseguite. Anche quella dei laboratori di Dayton fu archiviata».