14 giugno 2007
Nicolò Ingarao, di anni 46. Palermitano, padrino assai potente della famiglia di Porta Nuova, sposato, due figli, l’altra mattina firmò al commissariato Zisa il registro dei sorvegliati speciali, poi si incamminò verso casa, d’un tratto s’accorse che qualcuno lo seguiva, cominciò a correre per rifugiarsi dentro la fabbrica di costruzioni metalliche "Lodetti" ma non fece in tempo a varcare la porta che due killer in moto gli spararono addosso sei colpi di pistola, l’ultimo dritto in testa
Nicolò Ingarao, di anni 46. Palermitano, padrino assai potente della famiglia di Porta Nuova, sposato, due figli, l’altra mattina firmò al commissariato Zisa il registro dei sorvegliati speciali, poi si incamminò verso casa, d’un tratto s’accorse che qualcuno lo seguiva, cominciò a correre per rifugiarsi dentro la fabbrica di costruzioni metalliche "Lodetti" ma non fece in tempo a varcare la porta che due killer in moto gli spararono addosso sei colpi di pistola, l’ultimo dritto in testa. La moglie, davanti al cadavere, si strinse i figli al petto sussurrando «Sangu mio». Verso le 9 di mattina mercoledì 13 giugno in via della Noce a Palermo.