Marco Ansaldo, La Stampa 14/6/2007, 14 giugno 2007
«La prima volta che misi piede in questo campo ero un ragazzo, bassetto e timido. I miei genitori erano tutt’altro che ricchi e avevano per il lavoro il sacro rispetto, quasi la soggezione, che apparteneva alla loro generazione
«La prima volta che misi piede in questo campo ero un ragazzo, bassetto e timido. I miei genitori erano tutt’altro che ricchi e avevano per il lavoro il sacro rispetto, quasi la soggezione, che apparteneva alla loro generazione. Insomma poichè mi presentavo a giocare al Toro, ed era una cosa importante, vollero che indossassi il doppiopetto prestato da mio fratello. Scesi con la valigia alla stazione di Porta Nuova, salii su un autobus, entrai al Filadelfia e la prima persona che incontrai fu Giorgio Ferrini, in jeans e maglietta, che mi disse: «Come ti sei vestito? Mica fai la Cresima, levati ”sta roba».