13 giugno 2007
Alessandro Cricchini, 35 anni. Avvocato, originario di Torino ma residente in provincia di Lucca, «corretto, solare, sensibile, appassionato di spinning», nella notte tra venerdì e sabato guidava la sua Lancia Y sulla strada provinciale Sarzanese quando d’un tratto si scontrò con la Citroen Saxò del diciottenne Alexandro Ciancia
Alessandro Cricchini, 35 anni. Avvocato, originario di Torino ma residente in provincia di Lucca, «corretto, solare, sensibile, appassionato di spinning», nella notte tra venerdì e sabato guidava la sua Lancia Y sulla strada provinciale Sarzanese quando d’un tratto si scontrò con la Citroen Saxò del diciottenne Alexandro Ciancia. Non si fece nulla, però vide l’altro che grondava sangue intrappolato nell’abitacolo finché i pompieri, dopo mezz’ora di lavoro, non lo tirarono fuori. Alle 5 di notte, assai angosciato, tornò nella casa dei genitori, più volte telefonò al pronto soccorso per chiedere del ferito, più volte si sentì rispondere «sta molto male», la madre e il padre prima di andare al lavoro gli dissero «stai tranquillo, il ragazzo si salverà», ma lui, solo in casa con la nonna, si chiuse in bagno e con la pistola del padre si sparò alla tempia. Alle undici di mattina di sabato 9 giugno in una casetta a Camaiore, centro balneare di 30 mila anime in provincia di Lucca.