Ricerca di Daria Egidi, 13 giugno 2007
CREDITI E DEBITI FORMATIVI. L’introduzione di crediti e debiti formativi si deve al decreto del 29 agosto 1995 firmato dal ministro Francesco D’Onofrio (governo Berlusconi) convertito in legge dal Parlamento quasi all’unanimità
CREDITI E DEBITI FORMATIVI. L’introduzione di crediti e debiti formativi si deve al decreto del 29 agosto 1995 firmato dal ministro Francesco D’Onofrio (governo Berlusconi) convertito in legge dal Parlamento quasi all’unanimità. Il motivo è nell’abolizione dell’esame di riparazione (l’esame a settembre): si decise che, anche per abbattere il business delle lezioni private, le materie in cui uno era insufficiente si sarebbero dovute recuperare l’anno successivo, grazie a corsi organizzati dalle scuole stesse. Anche se si va male non si viene bocciati né rimandati. VOTO IN CONDOTTA. Il voto in condotta non è mai stato abolito. Però è stato reso innocuo dallo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, promosso dal ministro Luigi Berlinguer (governo Prodi I e D’Alema) nel 1998. Lo Statuto recita (articolo 4, comma 3): ”Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto”. La massima pena per uno scolaro indisciplinato è la sospensione dalle lezioni per 15 giorni. Lo Statuto inoltre stabilisce che siano i singoli istituti a darsi regolamenti per individuare i comportamenti scorretti. La riforma Moratti (2003) stabiliva che il voto in condotta sarebbe tornato a fare media con gli altri giudizi.