Francesco Tortora, Corriere della Sera 12/6/2007, 12 giugno 2007
La rivista economica Forbes ha stilato una classifica delle grandi città che probabilmente a fine secolo non esisteranno più
La rivista economica Forbes ha stilato una classifica delle grandi città che probabilmente a fine secolo non esisteranno più. Al primo posto c’è Banjul, la piccola capitale del Gambia: se, come predicono gli studiosi, nei prossimi 50 anni ci sarà un sensibile innalzamento del livello del mare, sarà completamente sommersa (inoltre è minacciata da una lenta, ma costante, erosione del territorio). Segue nella classifica Detroit, negli Usa: in poco più di 50 anni la popolazione è diminuita di un terzo e oggi è composta da 950 mila persone; la disoccupazione supera il 10 per cento e la migrazione è costante: se il trend continuasse, diverrebbe entro il 2100 una città fantasma. Terza in classifica Ivanovo, nell’ex Unione Sovietica: come Detroit, sta vivendo una crisi economica costante, una crescente migrazione e un tasso di mortalità elevato. I cittadini scolarizzati emigrano a Mosca, e Ivanovo oggi conta solo 448.000 abitanti. Al quarto posto Città del Messico, che sarà spopolata nei prossimi 100 anni dalla mancanza di acqua potabile: sebbene sorga su una preziosa falda che disseta gli oltre 20 milioni di abitanti, questo risorsa idrica sarà velocemente prosciugata. Al quinto posto si classifica Napoli: secondo Forbes, sarà soffocata da una spaventosa eruzione del Vesuvio che travolgerà gran parte del territorio, proprio come fece nel lontano 79 d.c. distruggendo Pompei e Ercolano. Seguono San Francisco, che secondo alcuni studiosi californiani dovrebbe essere colpita da un forte terremoto intorno al 2086, Timbuktu, antica città del Mali che sarà distrutta dalla desertificazione e quindi Venezia, che rischia di essere inghiottita dalle sue acque (negli ultimi 100 anni la città s’è infatti abbassata di 24 centimetri).