varie, 12 giugno 2007
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Carmando Salvatore
• Salerno 29 ottobre 1943. Fisioterapista. Dal 1974 al 2009 massaggiatore del Napoli. In gioventù ha giocato terzino nelle giovanili della Salernitana, con Cordova. Figlio d’arte (ma anche suo fratello Bruno è un affermato massaggiatore) • «Tra la gioia per il primo scudetto e la gioia per il ritorno in serie A ci sono in mezzo vent’anni di storia del Napoli. Vent’anni che cominciano con Maradona e arrivano fino a Calaiò, che partono da Ferlaino e arrivano a De Laurentiis, che passano in mezzo a vittorie europee e retrocessioni in C, grandi progetti e fallimenti, sogni di gloria e incubi di sparire dalla scena del calcio. cambiato tutto in vent’anni al Napoli, tranne lui, Salvatore Carmando, Sasà, il massaggiatore che Maradona baciava prima di ogni partita anticipando di qualche lustro il rito propiziatorio tra Zidane e Barthez nei bleus campioni del mondo e d’Europa. Carmando non ha il cranio lucido del portiere francese, e il bacio di Diego era a metà strada tra la scaramanzia e l’affetto. Perché l’amava, Maradona, tanto da volerlo come suo massaggiatore personale ai Mondiali vinti in Messico nell’86. E lo hanno amato quasi tutti da quando nel 1974 entrò a far parte del Napoli, diventandone una istituzione. Solo nella stagione 1998-’99 (nono posto in serie B) si fece da parte. Lui dice: ”Fu una mia scelta personale”, e poi preferisce cambiare discorso. Altri dicono invece che non funzionava con Antonio Juliano, all’epoca direttore generale. Ma l’allontanamento dalla panchina azzurra fu comunque una parentesi. Prima e dopo non si è mai mosso dalla sua postazione a bordo campo. E del resto, non ci fosse stato lui, quell’8 aprile del ”90 a Bergamo, forse oggi nella storia del Napoli ci sarebbe uno scudetto in meno. La faccenda della monetina che colpì Alemão è già stata raccontata: Carmando capì che quell’episodio poteva valere la vittoria a tavolino e fece sembrare le condizioni del brasiliano molto più gravi di quanto fossero. I milanisti non gliel’hanno perdonata per anni. Quando Sasà, che era anche massaggiatore della nazionale, si presentò al raduno di Coverciano per preparare il Mondiale (6 maggio ”90), Baresi lo accolse con un piatto di monetine, e quando c.t. divenne Sacchi (novembre ”91), lui perse il posto. Alla fine, però, la mano gliel’ha stretta direttamente Berlusconi, che lo volle nell’elenco dei premiati a una manifestazione di Forza Italia dedicata ai personaggi di Napoli. Sul palco non mancò la gag, con il presidente che lamentava un problema al ginocchio e il massaggiatore che provvedeva a sistemarglielo. Ma si rassegni, Berlusconi. Capitasse ancora di dover bluffare per il bene del Napoli, Carmando non ci penserebbe due volte. Lui di questa squadra è l’anima come lo era di quella degli scudetti. Quando De Laurentiis la salvò dal fallimento e si ricominciò con pochi giocatori, senza sede e addirittura senza palloni e divise, lui andava in giro per i negozi di articoli sportivi a racimolare magliette e calzoncini da portare ai ragazzi. [...] Maradona, appena vinto il secondo scudetto, lo intervistò addirittura, prendendo il microfono dell’inviato Rai negli spogliatoi. [...] Chi conosce Sasà Carmando giura che il suo entusiasmo è talmente genuino che nemmeno in serie C gli è mai venuta voglia di mollare, e nemmeno ai tempi in cui c’era il rischio che il fallimento si portasse via per intero il calcio da Napoli [...]» (Fulvio Bufi, ”Corriere della Sera” 12/6/2007).