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 2007  giugno 12 Martedì calendario

ETTORE LIVINI

MILANO - La cassaforte di casa Agnelli serra le fila attorno alla famiglia, blinda lo statuto per ridurre al minimo il rischio di fratture nell´azionariato e rafforza il potere degli accomandatari (Gianluigi Gabetti, John Elkan, Tiberto Brandolini D´Adda e Alessandro Nasi) in caso di redistribuzione dei titoli tra i soci. La decisione risale allo scorso 16 maggio, prima cioè delle polemiche seguite all´atto di citazione di Margherita Agnelli relativo all´eredita del padre Giovanni Agnelli. In quell´occasione l´assemblea straordinaria della Giovanni Agnelli & C accomandita per azioni ha approvato (all´unanimità) un nuovo statuto che fissa paletti molto più rigidi ai passaggi di mano di pacchetti della holding e che sembra aprire la strada (almeno in teoria) a possibili accorciamenti della catena societaria.
L´epicentro di questa piccola rivoluzione regolamentare è la revisione dell´articolo 6 dell´insieme di norme che regolano i rapporti tra gli oltre 60 azionisti del gruppo. Il primo intervento riguarda la vendita di titoli tra i soci già esistenti. La vecchia versione prevedeva la possibilità di cederli a società che avessero come soci "i possessori di azioni ordinarie dell´accomandita". Ora, per evitare dubbi, si è aggiunto che queste aziende devono appartenere "esclusivamente" a membri della famiglia. Il testo emendato rende ancora più difficile l´accesso di estranei al "club" più esclusivo di casa Agnelli. I titoli ereditati "da non consanguinei" dovranno essere offerti in opzione non solo alla società, ma anche a tutti i suoi singoli azionisti a valori prefissati. E il nuovo arrivato potrà essere iscritto a libro soci solo se nessuno eserciterà questo diritto. Aumenta anche il peso del consiglio degli accomandatari in caso di cessione a terzi. I "saggi" della dinastia torinese avranno il diritto di negare la transazione a patto che entro 90 giorni «individuino un soggetto terzo disposto ad accettare i titoli alle stesse condizioni». Codicillo che sembra destinato anche a tutelare il valore patrimoniale del venditore.
Proprio il nuovo metodo di calcolo del valore dell´accomandita per il passaggio di mano di azioni sembra tra l´altro aprire la strada a un riassetto del gruppo. Il vecchio statuto si limitava a utilizzare come parametro il valore corrente di Ifi ed Exor. La nuova versione introduce la variabile delle società quotate "per cui si assumerà la media del prezzo di Borsa del mese precedente". Una clausola che in linea del tutto teorica potrebbe facilitare una fusione tra la cassaforte e l´Ifi, la holding che tramite Ifil controlla Fiat e gli altri business del Lingotto. La Giovanni Agnelli & C: in sede di assemblea straordinaria ha anche approvato una riduzione del capitale sociale per facilitare l´acquisto di azioni proprie. Un altro segno della fluidità dell´assetto proprietario della catena societaria della famiglia piemontese.