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 2007  giugno 12 Martedì calendario

LUIGI BIGNAMI

ROMA - Sono passati quattordici anni da quando un gruppo di archeologi austriaci scoprì un cimitero di gladiatori ad Efeso, oggi in Turchia. Avvenne quasi per caso, mentre stavano lavorando sull´antica strada che porta al Tempio di Artemide, una delle 7 meraviglie del mondo. Il cimitero, di circa 20 metri quadrati, si trovava a 300 metri da uno stadio all´interno del quale i gladiatori combattevano spesso in duelli mortali. Vennero trovate più di 2.000 ossa e 5.000 frammenti che si pensa fossero appartenuti a una settantina di persone.
I reperti sono stati sottoposti ad una indagine simile a quelle eseguite dalle polizie su corpi di persone assassinate e ritrovate dopo lungo tempo. Grazie a questi studi gli antropologi Fabian Kanz e Karl Grossschmidt, dell´università medica di Vienna, hanno potuto ricostruire non solo come combatterono molti di quei gladiatori, ma anche come vissero. I risultati a cui sono giunti sono pubblicati ora su Forensic Science International.
I gladiatori erano alti circa 168 cm, misura che corrisponde alla media della popolazione di allora, ed avevano un´età compresa tra i 20 e i 30 anni, ad eccezione di un uomo di circa 55 anni che si ipotizza essere un istruttore e di una giovane donna alla quale appartiene un ciondolo che la identificava come una schiava. Spiega Kanz: «Le ossa possiedono una densità piuttosto elevata, proprio come i moderni atleti». Anche le ossa dei piedi possiedono un´elevata densità, caratteristica che fa pensare che essi combattevano scalzi, senza i sandali con i quali siamo abituati a vederli nei film. Ci si sarebbe anche aspettati che i gladiatori mangiassero molta carne, in realtà le analisi suggeriscono piuttosto una dieta vegetariana: lo si è potuto dedurre dall´elevato contenuto di stronzio nelle ossa, un elemento che è più presente nei vegetali che non nella carne. «La percentuale è doppia rispetto a quella contenuta nelle ossa delle persone che vivevano allora vicino Efeso. Una scoperta che conferma quanto si desume da altri reperti storici sui gladiatori, secondo i quali mangiavano molto orzo, fagioli e frutta», sottolinea Grosschmidt. Ciò dava a quegli uomini una notevole forza, ma contribuiva a rendere la dentatura assai debole e a dare loro un certo sovrappeso, anche se un po´ più di grasso proteggeva gli organi interni dai colpi di spada o di altre armi.
Lo studio delle ossa permette anche di affermare che i gladiatori erano ben curati. Alcune ossa, infatti, mostrano interventi chirurgici ben eseguiti e quando necessario anche amputazioni. «D´altra parte era interesse dei proprietari tenerli in buone condizioni fisiche così da essere sempre pronti a combattere», sottolinea Charlotte Robert, dell´università di Durham. Le ferite più comuni sono presenti sulla parte frontale del cranio, forse dovute ai ripetuti colpi che ricevano sull´elmo che generalmente portavano durante i combattimenti. Ma comuni sono anche le ferite riconducibili al gladio, la spada usata in combattimento da molti gladiatori. In un caso un cranio è perforato da più fori mortali. Probabilmente il gladiatore venne colpito da un tridente al capo che ne causò la morte.