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 2007  giugno 04 Lunedì calendario

Anno IV - Centosettantunesima settimanaDal 28 maggio al 4 giugno 2007Vertice I giornali e le televisione darebbero una copertura qualunque al G8 (vedi pagina

Anno IV - Centosettantunesima settimana
Dal 28 maggio al 4 giugno 2007

Vertice I giornali e le televisione darebbero una copertura qualunque al G8 (vedi pagina....) se non ci fossero i no global, i pacifisti, i verdi e i contestatori di ogni genere che ogni volta vanno a manifestare e a cercare l’incidente. Sabato scorso, 2 giugno, un corteo a Rostock - il centro urbano più vicino a Heiligendamm - è finito con scontri piuttosto accesi, un migliaio di feriti tra cui 146 poliziotti, 78 fermati eccetera. Sono ricomparsi i black bloc, di cui si sente parlare solo in queste occasioni. Intanto Putin s’è preparato all’incontro con gli altri grandi della Terra dichiarando che punterà i cannoni contro l’Europa se Bush insisterà con l’idea dello scudo spaziale in Polonia e nella Repubblica Ceca e con la moltiplicazione delle basi americane sul continente. Sue parole testuali: «Non uso un linguaggio da luna di miele». Il clima generale non è buono, tira un’aria da guerra fredda.

Italia Il clima non è buono neanche in Italia dove si assiste impotenti alla decomposizione del governo Prodi. Il costituzionalista Michele Ainis - un sincero democratico - ha già scritto due editoriali per la Stampa (e la Stampa glieli ha pubblicati) in cui invoca il colpo di stato, anche se senza mai pronunciare le tre parole. Per esempio domenica scorsa, ricordando che il presidente della Repubblica ha molti più poteri di quanto si creda: «...Il nostro Presidente [...] comanda le forze armate, e ciò comporta l’autorità di impartire ordini alle truppe...». Si rivolge infatti al Presidente, e gli chiede di intervenire, anche Silvio Berlusconi: Prodi ha rimosso il comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, reo di aver rivelato le pressioni subite dal viceministro delle Finanze Visco per rimuovere il vertice della Guardia di Finanza in Lombardia. Perché Visco voleva allontanare da Milano questi militari? Perché (dice Speciale) indagavano su Unipol e sulla scalata di Consorte alla Bnl, un’inchiesta molto pericolosa per i diessini. Speciale ha parlato soprattutto attraverso il Giornale, che ha pubblicato verbali e documenti a sostegno della tesi del comandante. Visco s’è fatto rappresentare da Repubblica, e Repubblica (che però ha smesso di appoggiarlo lunedì scorso, scrivendo che è irreprensibile ma ha sbagliato) ha scritto che Unipol e furbetti non c’entrano niente: Speciale, uomo di An, e i quattro ufficiali da rimuovere erano la longa manus dell’ex capo dei servizi segreti Nicola Pollari, rimuoverli era semplicemente in linea con il rinnovamento del nostro apparato di spionaggio. Il lettore capirà che, di fronte a un intrigo simile, dichiariamo la nostra incapacità persino di sospettare dove stia la verità. A Visco è stata tolta la delega sulla GdF. Il ministro Di Pietro, incurante del fatto che si tratta di un collega di governo, voleva presentare infatti una mozione contro di lui in Senato, mozione che sarebbe certamente passata grazie ai voti dell’opposizione e che avrebbe forse portato persino alla caduta di Prodi. Napolitano ha risposto a Berlusconi, che ne chiedeva l’intervento, che le questioni relative ai vertici militari non sono (evidentemente) competenza del Quirinale.

Governo Il clima non è buono in Italia anche per via dei contrasti molto violenti dentro la maggioranza. Il voto alle amministrative ha mostrato che l’Ulivo (cioè Ds + Margherita, cioè il Partito democratico) perde consensi e così Rifondazione, mentre avanzano i piccoli, soprattutto Di Pietro, ma anche Udeur, Pdci e Verdi. Il centro-destra sta al 57,72%, il centro-sinistra al 38,28. In queste condizioni, si sono tenuti due vertici tra Prodi e i suoi alleati, che hanno avuto un andamento tempestoso. Fassino e gli altri, a questo punto, hanno fretta non solo di fondare il Partito democratico, ma soprattutto di metterlo sotto l’ala di un leader che sappia recuperare consensi. Prodi non vuole assolutamente, perché un leader forte a capo dell’Ulivo avrebbe un effetto destabilizzante sul governo e lui vuole durare il più a lungo possibile, non importa come. Perciò ha sbattuto i pugni sul tavolo e gridato: se non vado più bene, torno a casa e si vota. Solo che la decisione di mandare il paese a votare non dipende da lui, ma è prerogativa, casomai, del presidente Napolitano. Altro uomo politico che invoca le elezioni anticipate è Bossi: alle amministrative, infatti, la Lega ha preso una valanga di voti (per esempio a Verona, dove è passata da 6 al 28 per cento). La sensazione di sfascio del centro-sinistra deriva anche da questo: quando Prodi è stato costretto al secondo vertice, i due vice-presidenti del Consiglio non si sono fatti vedere. D’Alema ha preferito starsene a Valencia a godersi le regate di Luna Rossa, Rutelli non s’è mosso da Milano dove ha inaugurato la Triennale.

Margherita Margherita Agnelli ha citato in giudizio Franzo Grande Stevens (avvocato di famiglia), Gianluigi Gabetti (presidente dell’Ifil) e Siegfried Maron (gnomo svizzero). Vuole che il tribunale li costringa a rivelare, fino all’ultimo dettaglio, la consistenza del patrimonio di suo padre Gianni Agnelli. Alla morte di Agnelli, Margherita ricevette 109 milioni di euro e dice di non aver mai capito se questo era un acconto o un saldo. Benché abbia precisato che non vuole far male a nessuno né chiedere danni o risarcimenti o restituzioni, ma solo sapere, l’iniziativa ha suscitato un gran clamore e una dichiarazione «dispiaciuta» del figlio John, capo dell’impero Fiat. Molte interpretazioni. La più accreditata è questa: nel 2003 i 170 discendenti del senatore Agnelli fondatore della Fiat tirarono fuori di tasca loro 250 milioni di euro per ricapitalizzare l’azienda, in quel momento prossima alla fine. Margherita si rifiutò, dicendo che non avrebbe assistito a un altro caso Parmalat. Sbagliò, perché da allora a oggi il titolo è passato da 6 a 21 euro e ha ampiamente ripagato i membri della famiglia che accettarono il rischio (quasi tutti). Forse Margherita è piccata per aver sbagliato analisi quattro anni fa e cerca il modo di rifarsi. C’è anche la questione dei cinque figli avuti dal secondo marito, il conte russo de Pahlen: sono tutti fuori dal mondo Fiat, a differenza degli altri parenti. In ogni caso, Margherita sta finanziariamente come sta (assai bene) in seguito a transazioni e carte firmate di sua volontà.

Tbc Una quindicina di italiani - e un mucchio di altra gente nel mondo - sono nei guai per aver viaggiato a fianco di Andrew Speaker, 31 anni, avvocato americano affetto da tbc extraresistente (la più letale delle tubercolosi), venuto in Europa in viaggio di nozze e tenacemente deciso ad andare dappertutto, nonostante la malattia grandemente infettiva. Eccolo perciò volare da Atlanta a Parigi, quindi in Grecia dove si è sposato, poi Roma-Praga-Montreal-New York dove lo hanno finalmente preso e messo in ospedale. Adesso gli sta facendo la guardia un poliziotto armato.

Barbara Gli inquirenti sostengono che a strangolare Barbara Cicioni, 33 anni, la madre di due figli incinta di otto mesi di una piccola che si sarebbe chiamata Viola, sia stato il marito Roberto Spaccino. Costui, arrestato, nega. È uscita fuori una storia di violenze quotidiane del marito sulla moglie e sui figli: lui voleva che abortisse, la accusava di essere rimasta incinta di qualcun altro, pretendeva però che s’alzasse la mattina alle sei per andare a lavorare nella loro lavanderia di Marsciano (Perugia) e anzi sarebbe stato questo il motivo dell’ultima litigata. Dietro al presunto assassino ci sarebbe - in una posizione di omertà - anche un numeroso clan di parenti che occupano cento ettari di campagna tutt’intorno alla casa del delitto, pezzi di terra comprati nei decenni uno ad uno. La vicenda ha il colore nero delle angherie antiche. I magistrati hanno disposto - sollevando una quantità di polemiche - di far l’analisi del dna di Viola, per stabilirne con certezza la paternità.