Stefano Bartezzaghi, la Repubblica 8/6/2007, pagina 56., 8 giugno 2007
Corsivo: Boato(s). la Repubblica, venerdì 8 giugno Se capo della Polizia diventerà forse il funzionario Manganelli, e se Visco si occupa di fisco, allora pare assolutamente opportuno che la legge sulle intercettazioni prenda il nome di "legge Boato"
Corsivo: Boato(s). la Repubblica, venerdì 8 giugno Se capo della Polizia diventerà forse il funzionario Manganelli, e se Visco si occupa di fisco, allora pare assolutamente opportuno che la legge sulle intercettazioni prenda il nome di "legge Boato". Come si usa, il riferimento diretto è al cognome dell’onorevole Marco Boato: un cognome che come origine appartiene a una vasta famiglia di cognomi che alludono alla pastorizia e alla lavorazione della carne, da Bove a Buy, passando per Bo, Boeri, Boetti, Bobbio, Bova fino a Ligabue e al quartiere milanese della Bovisa. Sul Parlamento visto come "parco buoi" si annovera un’indimenticata expertise craxiana. Ma da "bue" un’etimologia erronea ma diffusa fa derivare direttamente anche il "boato" come rombo cupo, e quindi indirettamente i "boatos". questa parola portoghese, importata attraverso l’inglese, designa le voci clamorose e false, fatte circolare per creare scandalo e sconcerto: proprio quelle che la legge Boato riesce solo faticosamente ad arginare. Una girandola di accezioni tutte singolarmente adeguate algli attuali dibattiti parlamentari, per argomenti e tenore degli interventi: menzogne, cori da stadio, populismi, allusioni. "Parco buoi" forse no; "Boatos-people" certo sì.