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 2007  giugno 07 Giovedì calendario

«Femminucce» e poltrone vere. Corriere della Sera 7 giugno 2007. Benvenuti su Second Government, la comunità virtuale di palazzo Chigi dove la vita scorre parallela a quella del Paese, e spesso non combacia

«Femminucce» e poltrone vere. Corriere della Sera 7 giugno 2007. Benvenuti su Second Government, la comunità virtuale di palazzo Chigi dove la vita scorre parallela a quella del Paese, e spesso non combacia. Mentre il governo reale ha molti guai, non è popolare, rischia di cadere, su Second Government ci si diverte con il Gioco dei Tagli. E’ appassionante anche se ci si arrabbia, e fa dimenticare la crisi del sistema, almeno per un po’. Funziona così: il premier, colpito dalle polemiche sui costi della politica, dice di volere un governo come quello di Sarkozy. Quindici ministri, quindici sottosegretari; un bel taglio partendo da un governo di 102 persone. Il giornale di un partito di governo ("Europa", della Margherita) pubblica una lista virtuale dei quindici italiani- ministri da salvare; c’è una sola donna. Una delle ministre (come nick ha scelto «Linda Lanzillotta») scrive indignata al quotidiano, sostenendo che il taglio sarebbe «un’importante opportunità per molte donne di ricoprire incarichi di maggior prestigio» e accusando il direttore di essere «un maschietto». Altre ministre intervengono: con il nick «Giovanna Melandri», un’altra giocatrice difende il suo dominio su Second Government: «Giovani e sport sono entrati a fatica nell’agenda, ci tengo che non ne escano per tornare in un buio sottoscala». «Rosi Bindi» è più pacata ma avverte «Passi indietro ne ho fatti tanti, sono disposta a fare solo passi avanti». Il tutto alla vigilia di un voto in cui il governo rischiava di essere tagliato al cento per cento. No, non è un gioco, ma un po’ lo sembra. Perché se non lo è (non lo è) mostra molto bene lo scollamento tra problemi reali e percezione ormai virtuale della realtà da parte della classe politica. Di molti, almeno, e di alcune donne. Forse non è del tutto colpa loro: piazzate in dicasteri a volte di fantasia per fare numero e quota rosa, non hanno potuto fare granché. Il che le mette di malumore. Così, all’annuncio del progetto virtuale di Prodi, illustrato dal suo fedele ministro per l’attuazione del programma Giulio Santagata, c’è chi ha reagito male. Risultando, perlomeno, permalosa. Però una cosa giusta Lanzillotta (non è un nick) l’ha detta: bisognerebbe avere, sulla questione-costi della politica, «un approccio più serio e meno demagogico». Ad averne voglia, ad avere il tempo, a ripensare i criteri di selezione (se si mettono donne tanto per metterle, poi capita che succedano disastri, anche virtuali, come stavolta). MARIA LAURA RODOTA’