Guido Olimpio, Corriere della Sera 7/6/2007, pagina 24., 7 giugno 2007
Contenzioso internazionale in corso tra la Spagna e la compagnia statunitense "Odyssey Marine Exploration", con sede a Tampa (Florida)
Contenzioso internazionale in corso tra la Spagna e la compagnia statunitense "Odyssey Marine Exploration", con sede a Tampa (Florida). Oggetto: un tesoro sommerso di monete per oltre 350 milioni di euro. Autorizzata dalle autorità di Madrid, obiettivo dichiarato la ricerca della Hms Sussex, sparita nel 1694 al largo di Gibilterra con un carico d’oro, la nave "Odyssey" aveva preso il largo di Gibilterra il 23 marzo, e dopo qualche giorno di navigazione era rientrata per ripartire subito dopo (i movimenti erano monitorati da una serie di stazioni spagnole disseminate tra Tarifa e Algeciras). Ultima notizia, il 18 maggio, l’equipaggio annuncia al mondo di avere recuperato il tesoro cercato, dopo i dirigenti si trincerano nel silenzio, rifiutando di rivelare i dettagli sul relitto, definito in codice "Cigno Nero". Secondo alcune indiscrezioni della stampa britannica si tratta del vascello "Merchant Royal", colato a picco nel 1641 (notizia inverosimile: la nave affondò al largo della Cornovaglia, troppo lontano da Cadice). Intanto il Tribunale di Cadice ha ordinato alla Guardia Civil di sequestrare le navi della compagnia americana "Odyssey Marine Exploration" in caso di violazione delle acque spagnole. Madrid ha già chiesto la consulenza allo studio legale ”Covington & Burley”, riservandosi di adire la giustizia americana per chiedere la restituzione del tesoro, una volta accertato l’avvenuto recupero. La ”Odyssey” non ha risposto alla richiesta spagnola di fornire una lettera dettagliata sulla nave e il materiale recuperato ("Abbiamo mantenuto il segreto per motivi di sicurezza e lo scafo era al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Paese"). La società della Florida assume che le acque territoriali si estendono a 12 miglia dalla costa. La legge spagnola invece estende i diritti fino alle 200 miglia, limite che indica la piattaforma continentale. Difficile anche la ricostruzione, in corso, dei movimenti della "Odyssey" (probabilmente il capitano aveva spento il trasponder che emette il segnale di riferimento). Nella zona di mare tra Gibilterra e il Portogallo si calcola che siano naufragati 150 galeoni (800, se ci si allontana dalla costa), e nel febbraio 2006 la Guardia Civil, intercettando e perquisendo un battello attrezzato come una nave da ricerca (tecnologia sofisticata, robot, 4 sistemi Gps, otto metal detector sottomarini), ha trovato nella stiva un arsenale composto da fucili d’assalto M16 e armi corte.