Richard Williams, ཿLa Gazzetta dello Sport 7/6/2007;, 7 giugno 2007
Tra le ragioni del clamoroso debutto in formula 1 di Lewis Hamilton ci sarebbe il lavoro con Kerry Spackman, matematico e astrofisico neozelandese che conseguì un dottorato in neuro-scienza dopo che un fortuito incontro con Jackie Stewart (campione del mondo ”69, ”71, ”73) lo aveva spinto a studiare la mente dei piloti: «Le macchine di Formula 1 di oggi hanno reazioni quasi immediate, e il cervello non è all’altezza
Tra le ragioni del clamoroso debutto in formula 1 di Lewis Hamilton ci sarebbe il lavoro con Kerry Spackman, matematico e astrofisico neozelandese che conseguì un dottorato in neuro-scienza dopo che un fortuito incontro con Jackie Stewart (campione del mondo ”69, ”71, ”73) lo aveva spinto a studiare la mente dei piloti: «Le macchine di Formula 1 di oggi hanno reazioni quasi immediate, e il cervello non è all’altezza. Il concetto è quello di ricablare i suoi circuiti e di super-caricare i suoi processi, perché sia più idoneo al compito. Per rendere l’idea, da un computer normale che è, farlo diventare un super-computer».