Natalia Aspesi, ཿla Repubblica 7/6/2007;, 7 giugno 2007
«Che un calciatore potesse essere vergine non era venuto in mente a nessuno: i calciatori sono bramati dalle più belle ragazze in carriera, ed è difficile immaginare che essi, pur brasiliani e atleti di Dio, riescano a uscire intonsi dai loro assedi
«Che un calciatore potesse essere vergine non era venuto in mente a nessuno: i calciatori sono bramati dalle più belle ragazze in carriera, ed è difficile immaginare che essi, pur brasiliani e atleti di Dio, riescano a uscire intonsi dai loro assedi. Kakà, che pure, come testimonial, ha frequentato un altro mondo poco incline alla verginità, quello della moda, ce l’ha fatta: ed è tale la sorpresa che la notizia, di per sé nulla, ha eccitato gli animi sia di chi la verginità l´ha persa alle elementari che di chi ancora arranca nel massimo segreto per trovare qualcuno che lo liberi dalla trasgressiva o addirittura vergognosa condizione. La quale, coperta di ragnatele e polvere come reperto dimenticato del passato, sbandierata dal grande Kakà e dalla sua bella giovane signora diventerà di moda, come una nuova marca di orologio o una borsetta con la griffe del momento». (Natalia Aspesi)