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 2007  giugno 06 Mercoledì calendario

Il grattacielo per cinque persone. La Stampa, mercoledì 6 giugno La casetta unifamiliare di Mukesh Ambani sarà un grattacielo di 27 piani, alto 175 metri, da cui si potrà godere un incomparabile panorama di Mumbai - l’ex Bombay - e del Mare Arabico, destinato a suscitare non poche invidie fra i ricconi dell’India

Il grattacielo per cinque persone. La Stampa, mercoledì 6 giugno La casetta unifamiliare di Mukesh Ambani sarà un grattacielo di 27 piani, alto 175 metri, da cui si potrà godere un incomparabile panorama di Mumbai - l’ex Bombay - e del Mare Arabico, destinato a suscitare non poche invidie fra i ricconi dell’India. Perché Ambani, cinquantenne di origini yemenite e figlio di un ex benzinaio, sarà sì uno dei nuovi megamiliardari dell’economia asiatica, ma non è neppure in testa alle graduatorie che ogni anno, puntigliosamente, la rivista americana «Forbes» offre ai curiosi di tutto il mondo nonché ai miliardari in perenne gara fra di loro. Il suo grattacielo, la cui costruzione dovrebbe essere ultimata entro la fine dell’anno prossimo, sarà probabilmente la casa privata più lussuosa del mondo; ma, forse, non per molto. La sfida di Ambani, infatti, potrebbe far scendere in campo altri ricconi indiani - a partire da suo fratello Anil - decisi a fare analogo sfoggio delle loro fortune. Un grattacielo per cinque persone - lui, l’anziana madre, la moglie Nita, i tre figli Alash, Isha, Anant - sembra difficile da occupare, e fa pensare a certe dimore di una passata nobiltà inglese in cui c’era una stanza, per esempio, unicamente destinata a impacchettare i regali di Natale, inutilizzata per il resto dell’anno. In effetti fra l’ingresso al pianterreno e l’eliporto sul tetto, abbastanza grande da fare atterrare in simultanea tre elicotteri, ci sarà spazio per tutto. I primi sei piani, rivelano gli architetti che hanno lavorato al progetto, saranno tutti adibiti a parcheggio: per la collezione di auto d’epoca del signor Ambani, fra l’altro, ma anche per la sua flotta di Rolls-Royce e per le vetture di servitù, fornitori e ospiti, e comprenderanno sofisticate misure di sicurezza affinché a nessuno - l’India non è esente dall’ombra del terrorismo - possa venire in mente di entrarci con un’autobomba. Due piani saranno dedicati a palestre e piscine, e comprenderanno due campi di tennis che con l’aria condizionata faranno dimenticare anche nella stagione più torrida i 40 o 50 gradi di Mumbai. Un intero piano sarà adibito a sala cinematografica e un altro conterrà salette dotate dei più moderni impianti televisivi di home theatre. Poi ci saranno i piani destinati al personale. Maggiordomo, governante, cuoca e una manciata di cameriere, come ci hanno abituati a vedere certi film inglesi? Niente affatto: in casa di Mukesh Ambani, un self-made man che grazie ai sacrifici del padre benzinaio si è laureato in ingegneria chimica e oggi è presidente oltre che azionista di maggioranza della Reliance Industries, la più grande società privata indiana i cui interessi spaziano - direttamente o attraverso le sue controllate - dal settore petrolifero a quello delle infrastrutture e delle comunicazioni, ci saranno non meno di 600 dipendenti. Ed ecco, finalmente, i piani del grattacielo destinati alla famigliola. Sono diciassette, se i conti tornano. A parte i grandi saloni, le sale da pranzo, i giardini pensili, tutte le diavolerie insomma che possono far felici i nuovi ricchi dell’India, viene da domandarsi di quante camere da letto disporrà ogni membro della famiglia, per sé e per gli amici. Pare che il colossale progetto, destinato quasi sicuramente a entrare nel Guinness dei primati come la residenza unifamiliare più grande del mondo, costerà un miliardo di dollari, quasi 750 milioni di euro. E quella cifra, oltre ai metri del grattacielo, svolge due funzioni. La prima è quella di sottolineare quale sia il potenziale economico dell’India, dove i miliardari - in dollari - secondo la classifica di Forbes sono ormai 36 e rappresentano il contingente più cospicuo del continente asiatico (si sono infatti lasciati alle spalle i 24 paperoni del Giappone). L’indiano più ricco, da quella classifica, risulta essere Lakshmi Mittal, 56 anni, che è anche quinto in una graduatoria mondiale. Seguono Mukesh Ambani e suo fratello Anil, quindi il capo della Wipro, Azim Premji, e il presidente del gruppo Barthi, Sunil Mittal. Il secondo effetto è di suscitare inevitabili critiche, tanto più comprensibili quando si parla di una città, Mumbai, in cui la metà della popolazione vive - letteralmente - per strada. «Uno sfoggio osceno di ricchezza», protestano i politici in cerca di voti. Ed è vero. Ma di casi come questo ce ne saranno altri. Il profilo di Mumbai, afferma l’associazione che raggruppa gli architetti cittadini, cambierà nel giro di dieci anni. E se fra i nuovi grattacieli destinati a diventare alveari per i più poveri dei poveri ci saranno anche villette unifamiliari di 27 piani, alla fine - dicono - nessuno ci baderà. Fabio Galvano