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 2007  giugno 06 Mercoledì calendario

MOGHERINI

MOGHERINI Federica Roma 16 giugno 1973. Politico. Nel 2008 eletta alla Camera col Pd • «[...] viceresponsabile Esteri dei Ds, con la delega di studiare i democratici americani. La prima cosa che ti stupisce di lei, a parte il fatto che è alta slanciata e molto carina, è che risponda senza nessuna diplomazia e reticenza alle domande. Insomma, niente politichese. Lei ti spiega che: A) Non si sente di appartenere a nessuna corrente. B) La sua vita non è la politica, ma una meravigliosa bambina di due anni, e quindi non ha paura di essere estromessa anche se il suo lavoro le piace da impazzire. Insomma, dice quello che vuole. E basta aprire il suo blog, cliccatissimo, per accorgersene. Fiumi di parole per dire la sua su questa storia dei giovani, degli under 40 di cui si parla tanto per la nascita del partito democratico, del ricambio generazionale: ”Sinceramente, resto a dir poco perplessa, di fronte ad un gruppo di presunti under-40 (ma Cuperlo non ha l’età della Sereni...? E Luca Sofri non ha un anno più di Letta...?), la verità è che di giovani siamo pochi e quasi nessuna donna. Il problema non è solo anagrafico e simbolico, ma di priorità politiche. Chi vive oggi il passaggio all’età adulta ha una percezione della realtà profondamente diversa di chi quella fase l’ha vissuta quando il mondo era un altro. Chi oggi ha meno di 40 anni conosce per esperienza diretta l’inadeguatezza cronica del sistema scolastico ed universitario, la precarietà nel lavoro, l’assenza di mobilità sociale, l’impossibilità di accesso al credito, la ricerca vana di una casa, l’insufficienza strutturale del sistema di welfare, la difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con una vita vera, la certezza che non si avrà mai una pensione, la solitudine di fronte ai genitori che invecchiano… I trentenni hanno potenzialmente strumenti più efficaci di comprensione della realtà”. Idee chiare, nessuna timidezza, un’innata eleganza da ”ragazza bene” (”ma non dite che sono una pariolina solo perché ho studiato in questo quartiere...”), perfetta conoscenza dell’inglese, studi all’estero, in molti l’hanno definita la nuova Melandri. Ma lei non gradisce: ”Mi secco abbastanza quando lo dicono, con tutto il rispetto...». E comunque a dividerla dalla più mediatica (finora) donna diessina ci sono non solo tredici anni: ”Io ho una rigidità che lei non ha... sono pignola...”. Del rapporto con le altre donne del partito dice solo: ”Già il fatto che me lo chiedi... non ho niente da dire”. E se banalizzi il concetto: ”Troppo poche sullo stesso osso?”, lei non si scandalizza: ”Se lo dici tu... Il problema è che nel partito è difficile la posizione di ”donna giovane’. Se vai a una riunione di donne sono tutte cinquantenni, se vai a una riunione di giovani sono tutti uomini...”. Sul suo blog la Mogherini scrive quello che pensa dei vertici del partito, come ha fatto sulla composizione del Comitato dei 45. Per lei i nomi dovevano essere solo dieci e tra loro i tecnici che stanno pensando e scrivendo le regole come Vassallo e Ceccanti: ”Ma visto che adesso ne abbiamo 45 perché la metà non sono donne?”. [...] ama la musica di Daniele Silvestri e, se potesse permetterseli, i vestiti di Giorgio Armani [...] ”[...] La politica è la capacità di veicolare alla gente un progetto di società che tenga conto dei loro problemi, ed è difficile fare questo stando chiusi in una stanza a leggere quotidiani”. Ancora sul ricambio generazionale: ”Avviene per cooptazione e non per selezione, un problema di tutta la società italiana. Il trentenne per fare carriera in un partito deve piacere al capo e quindi essere simile a lui. Tutto questo riduce il valore aggiunto, l’innovazione che un ragazzo può portare. Non è così in Francia dove ci sono scuole che formano le élite e in Usa dove il sistema è realmente competitivo”. [...] Dietro la scrivania nell’ufficio al Botteghino Federica ha la bandiera americana e un poster con la foto di Arafat e Peres che si stringono la mano, sul computer la foto della piccola Caterina, nel cuore una poesia di Neruda: ”Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati”. Fosse questa la ricetta per la nuova sinistra?» (Maria Corbi, ”La Stampa” 6/6/2007).