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 2007  giugno 05 Martedì calendario

ALESSANDRA PIERACCI

GENOVA
Carlo Freccero, a due giorni dalla nomina a direttore di Raisat («la rivoluzionerò» annuncia, facendo contemporaneamente gli scongiuri) si è schierato alla destra di Marta Vincenzi, nuovo sindaco di Genova, che ieri ha presentato la sua squadra-giunta basando sull’autore e dirigente televisivo «ribelle» la svolta che intende dare alla terza città più vecchia d’Italia, dopo Trieste e Bologna. Al savonese Freccero che rientra nella sua Liguria «perché noi liguri facciamo come i gatti, da vecchi torniamo a casa dopo tanto andare in giro», è stato affidato un ruolo di chef advisor per la Cultura e la promozione della città, in vista di un moderno rinascimento genovese. Che questa volta non passerà, è logico supporlo e Freccero conferma ridendo, dalle quadrerie del 1600, ma da una serie di eventi di grande impatto mediatico e da un consolidamento di realtà esistenti, come il Festival della scienza.
«Voglio una città rock, come dice Celentano, e chiamerò a raccolta gli amici liguri come Antonio Ricci. In questo momento siamo la regione più presente in tv, da Albenga alla Spezia - dice Freccero, che sembra quasi emozionato in questo ruolo inedito - senza dimenticare la grande tradizione di antesignani dei cineforum e dei festival che contraddistingue Genova». Già pensa «a notti bianche», ma la grande idea, il botto «da far esplodere se possibile entro settembre, insomma subito» lo tiene segreto, «perché sennò le altre città possono rubare l’idea, forti di grossi sponsor che qui ancora non so se ci sono». Però non ce la fa a tacere del tutto. «Penso a iniziative per i giovani, che non possono contare solo sul calcio, penso ai new media in collegamento con il mondo del lavoro e soprattutto alla scienza, con un Festival che deve essere declinato diversamente, magari lungo tutto l’anno. Voglio costruire realtà durature che si allaccino all’Università e al mondo della cultura».
Il responsabile delle iniziative culturali, a titolo pressoché gratuito, sarà a Genova una volta la settimana prima per impostare i progetti, poi per verificare lo stato dei lavori. Il primo passo sarà una foto dell’esistente e quidi una campionatura dei possibili sponsor. «Intendo sfruttare le caratteristiche tipiche di questa città, il mare, ma anche l’acqua in senso generale, e soprattutto l’ambiente, argomento intorno al quale può fiorire una serie di iniziative».
Per quanto riguarda la cultura intesa in senso più tradizionale, se così si può definire, «vorrei tentare di far tornare Celant, il numero uno quando si parla di arte contemporanea».