Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 05 Martedì calendario

I signori Tod’s montano sulla Vespa. Andrea e Diego Della Valle hanno annunciato ieri di essere entrati a titolo personale nella Piaggio, con una quota superiore al 2% e con l’opzione di salire fino al 5%

I signori Tod’s montano sulla Vespa. Andrea e Diego Della Valle hanno annunciato ieri di essere entrati a titolo personale nella Piaggio, con una quota superiore al 2% e con l’opzione di salire fino al 5%. «E’ un investimento fatto in uno dei grandi marchi italiani conosciuti nel mondo, una delle realtà mondiali di questo paese», commenta ieri sera a caldo il patron della Tod’s Diego Della Valle, che sottolinea anche come l’investimento sia stato fatto a titolo personale e non attraverso la società del settore lusso da lui controllata. L’operazione di ingresso nella Piaggio - spiega un comunicato - è stata perfezionata proprio nella mattinata di ieri e gli acquirenti hanno un’opzione a salire fino al 5%, evidentemente attraverso degli strumenti finanziari. Ai prezzi di ieri, il 2% di Piaggio, equivalente a circa 8 milioni di azioni, vale pressappoco 28 milioni di euro. Chi ha venduto? Di sicuro non la Immsi di Roberto Colaninno, che mantiene saldamente in mano la maggioranza assoluta della società con il 55,02% del capitale e le cui azioni sono legate da una clausola di lock-up fino all’11 luglio 2007, ossia a un anno dalla quotazione in Borsa della Piaggio. L’acquirente ha quindi comprato sul mercato. Gli altri due azionisti oggi sopra il 2% del capitale, tra cui potrebbe esserci anche il venditore ai Della Valle, sono la Deutsche Bank e Schroder Investment. L’operazione, a quel che si apprende, ha il carattere di un puro investimento finanziario - non concordato, ma con intenti amichevoli - nel capitale di una delle società simbolo del Made in Italy che Colaninno ha rilevato quattro anni fa con il supporto di Banca Intesa e ha rimesso in forma in tempi record raggiungendo nel 2006 un utile di 70 milioni di euro. Non è quindi prevedibile una collaborazione di tipo industriale tra l’imprenditore diventato famoso per le sue scarpe e Colaninno. Non escluso, invece, anche se allo stato nulla appare deciso, che la famiglia Della Valle possa ottenere un posto nel consiglio d’amministrazione della Piaggio. Quella nel gruppo motociclistico - controlla tra l’altro anche Aprilia e Moto Guzzi - non è la prima scommessa sulle produzioni italiane che i Della Valle fanno fuori dal perimetro delle loro società: nel 2005 entrambi i fratelli sono entrati nel produttore di occhiali Marcolin di cui oggi detengono il 20% ciascuno attraverso le finanziarie che portano le loro iniziali: DDV e ADV. Attraverso la Dorint Sa, la finanziaria lussemburghese che funge da cassaforte familiare, la famiglia Della Valle controlla poi il 4,5% - vincolato al patto di sindacato - della RcsMediagroup e uno 0,5% di Mediobanca, anch’esso legato all’accordo parasociale che controlla piazzetta Cuccia. A livelli meno impegnativi, almeno dal punto di vista finanziario, c’è la quota del 5% nella Management & Capitali di Carlo De Benedetti oltre che - come è ovvio - l’investimento nella Fiorentina.