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 2007  giugno 05 Martedì calendario

ABELLI Giancarlo

ABELLI Giancarlo Broni (Pavia) 11 maggio 1941. Politico. Capo della segreteria politica del coordinatore Pdl Sandro Bondi. Già assessore alla Famiglia e alla Solidarietà nella giunta Formigoni (regione Lombardia), nel 2008 eletto alla Camera col Pdl. Sposato con Rosanna Gariboldi, assessore comunale al personale arrestata nell’ ottobre 2009 per riciclaggio di fondi neri del re delle bonifiche Giuseppe Grossi e uscita da San Vittore dopo tre mesi patteggiando una condanna a due anni di reclusione con la condizionale (vedi GARIBOLDI Rosanna) • «[...] ciellino di ferro, punto di incontro tra Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni, ex numero uno della sanità lombarda, chiamato dai Giovani Comunisti "Il Faraone". [...]» (Alessandro da Rold, “Il Riformista” 12/5/2009) • «Vanta le sue precoci origini di politico nelle Acli e la sua lunga storia nella Dc. È interista appassionato e dà giudizi assai tranchant. Rosy Bindi? “Altro che ministro della famiglia! Lei attacca la famiglia”. Romano Prodi? “È sempre stato un opportunista, un uomo senza passioni”. [...] Ex presidente dell’ospedale San Matteo di Pavia e del Policlinico di Milano [...] anello di congiunzione tra i berluscones e le truppe cielline, è una vera eminenza grigia in Regione, ideologo del modello socio-sanitario lombardo, gran controllore di primariati e voti (nelle sue terre FI supera il 30%). Molto potere, rarissime interviste. [...]» (Chiara Beria Di Argentine, “La Stampa” 5/6/2007) • «L’inchiesta milanese che ha portato in carcere il re delle bonifiche ambientali Giuseppe Grossi ha messo a fuoco [...] il reato di riciclaggio e i 22 milioni di euro di fondi neri costituiti dall’imprenditore. Ma questo è soltanto il primo fondale del palcoscenico su cui si muoveva Grossi. I magistrati stanno cercando di mettere in luce il secondo fondale, quello della corruzione. A chi sono andati i 2,5 milioni di euro pagati in contanti da Grossi nel solo 2008? Chi ha al polso gli orologi da collezione che gli sono costati altri 6,4 milioni? In attesa della risposta, sul palcoscenico [...] s’intravvede un politico potente e temuto, non indagato ma strettamente legato a Grossi: è Gianfranco Abelli, l’uomo che visse tre volte. A lui [...] Grossi aveva messo a disposizione il suo jet privato, una Porsche 911 e un appartamento in centro a Milano. A sua moglie, Rosanna Gariboldi, ha gentilmente lasciato 1,2 milioni di euro, forse come ringraziamento per la gestione del suo denaro sul conto “Associati” a Montecarlo (di cui lo stesso Abelli è procuratore). Ma la storia di Abelli detto il Faraone nasce a Broni, sulle colline dell’Oltrepò pavese. In politica dagli anni Settanta, democristiano doc, si costruisce una carriera in quel ricco settore in cui la politica confina con la sanità. Nel 1974 è gia presidente del Policlinico San Matteo di Pavia. Nella sua prima vita, viene arrestato per peculato, processato e assolto. Dopo la dissoluzione della Dc, si lega a Roberto Formigoni, di cui diventa il plenipotenziario per la sanità. Contemporaneamente è anche amico e consulente del professor Giuseppe Poggi Longostrevi, organizzatore di una colossale truffa che ha sottratto almeno 60 miliardi di lire alla Regione Lombardia. Poggi Longostrevi ringrazia Abelli scarrozzandolo sul suo aereo privato [...]. L’idillio viene interrotto nel 1998 da un’inchiesta della procura di Milano, che riesce anche a individuare almeno un versamento (72 milioni di lire) fatto da Poggi Longostrevi ad Abelli. Il pagamento di una consulenza, spiega senza imbarazzo Abelli, che pure era nello stesso tempo il braccio sanitario di Formigoni. “Per me pagare Abelli era come stipulare un’assicurazione” , replica invece Longostrevi, prima di togliersi la vita. “Dovevo tenermi buono un personaggio politico che nel settore contava molto... Alcuni sono stati costretti alle dimissioni solo per un sospetto, altri sono stati premiati con la nomina ad assessore”. Il premiato è proprio Abelli che, dopo lo scandalo delle ricette d’oro, da consulente diventa assessore di Formigoni. Il Faraone, per quei 70 milioni, viene poi processato per false fatture. La sentenza, nel 2003, lo assolve dall’accusa di frode fiscale, perché la nuova legge fiscale stabilisce che le fatture false siano punite solo nel caso vi sia “il dolo specifico di far evadere le tasse”: e Abelli non pensava certo alle tasse, quando intascava i soldi di Poggi Longostrevi. Le motivazioni della sentenza ribadiscono però che Abelli ha certamente intascato “72.800.000 lire per una consulenza non effettiva”. Dunque per chiudere gli occhi sulla corruzione: “La consulenza mascherava un versamento in denaro al politico per guadagnarne i favori”. [...]» (Gianni Barbacetto, “il Fatto Quotidiano” 22/10/2009).