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 2007  giugno 05 Martedì calendario

MILANO

Un maxidossier illegale contro Carlo De Benedetti e tutti i suoi principali manager e collaboratori è stato sequestrato dai pm milanesi che indagano sulla centrale di spionaggio gestita dal 1997 al 2006 dai responsabili della sicurezza di Pirelli e Telecom. La dettagliatissima investigazione clandestina, che i magistrati definiscono «pacificamente illecita», era custodita nel computer di un ex agente della Cia, l’italoamericano Giampaolo Spinelli, che dal 20 marzo scorso è inseguito da un mandato di cattura europeo come presunto «organizzatore e promotore» dell’associazione per delinquere, materialmente diretta da Giuliano Tavaroli (Pirelli-Telecom), Marco Mancini (Sismi) ed Emanuele Cipriani (investigatore massone della Polis d’Istinto, ora «pentito a metà»).
Il maxi-dossier contro De Benedetti ha un’intestazione (A - Sasib/Cir) che fa sospettare che possa essere solo il primo di un elenco alfabetico di fascicoli proibiti tuttora nascosti. I contenuti, scrivono i magistrati, sono «pacificamente tratti da banche dati riservate a pubblici ufficiali». Non solo «normali» notizie segrete, come i «precedenti penali» e i «dati dell’anagrafe tributaria», che gli investigatori finanziati da Pirelli e Telecom hanno ottenuto, in questo caso, corrompendo militari corrotti della Guardia di finanza di Novara (gli stessi che avevano spiato il vicedirettore del Corriere, Massimo Mucchetti e il governatore del Lazio, Piero Marrazzo). Ma anche informazioni su indagini in corso della polizia giudiziaria, con anticipazioni sulla possibilità o meno che portino a «denunce alla magistratura». E perfino dati, come gli «allacciamenti all’Enel», spiegabili solo con la volontà di localizzare fisicamente la presenza e gli spostamenti dell’editore di Repubblica e dell’Espresso, il settimanale che per primo, già nel dicembre 2004, denunciò gli spioni di Telecom.
Lo stesso sequestro del maxidossier è una vera e propria spy-story. Il primo a parlarne era stato Marco Bernardini, l’investigatore privato che nel 2006 ha evitato l’arresto collaborando all’inchiesta. Ex agente del Sisde, Bernardini era il socio italiano della «Global» di Spinelli. Per mesi l’esistenza del dossier contro De Benedetti sembrava suffragata solo dalle sue parole, arricchite da una pista: «Spinelli mi disse che dopo aver ricevuto un’email da Ghioni, trovò il suo computer vuoto». Fabio Ghioni è il tecnico Telecom che ha ormai confessato l’attacco informatico contro manager Rcs e giornalisti del Corriere. L’inchiesta era ormai emersa, per cui l’ex agente Cia pensò a un analogo raid informatico di Ghioni «per cancellare le tracce dei loro rapporti». Ghioni aveva replicato con una versione spassosa: «Nessun attacco. Spinelli mi aveva mandato il suo disco fisso da riparare. Però è possibile che io ne abbia conservato una copia e che questa mi sia stata sequestrata». Ora i carabinieri di Milano hanno fatto centro, recuperando nella marea di files sequestrati a Ghioni un dvd che contiene proprio l’archivio segreto di Spinelli. Compreso il maxidossier su De Benedetti. Che ora compare tra le accuse che, sabato mattina, hanno riportato in carcere un carabiniere, Edoardo Dionisi, e un ex finanziere di Novara, Diego Tega, accusati di aver fornito alla Pirelli, dal 2005 al 2006, fascicoli riservatissimi del Sisde, comprati con tangenti intascate da agenti segreti dell’antiterrorismo non ancora smascherati.