Marco Nese, Corriere dela Sera 5/6/2007, 5 giugno 2007
ROMA – «Grazie, ma non sono interessato». Con una lettera indirizzata al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, il comandante della Guardia di finanza Roberto Speciale rinuncia all’offerta di un incarico alla Corte dei Conti
ROMA – «Grazie, ma non sono interessato». Con una lettera indirizzata al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, il comandante della Guardia di finanza Roberto Speciale rinuncia all’offerta di un incarico alla Corte dei Conti. Se ne va. Non vuole nulla da un governo che lo licenzia. lo scatto di orgoglio di un generale che dice di voler chiudere la carriera «senza cedimenti, a testa alta, dimostrando di essere privo di macchie». Non ha nemmeno intenzione di far ricorso al Tar. Ci ha pensato, ha perfino consultato «insigni giuristi», come aveva annunciato in un’intervista al nostro giornale. E gli «insigni giuristi» gli avevano assicurato che in caso di ricorso avrebbe vinto alla grande, senza ombra di dubbio. Ma nonostante le buone prospettive di vincere, di spuntarla, alla fine non se l’è sentita di ingaggiare un braccio di ferro. Meglio piantarla qui. Perciò nessun ricorso. Il caso non avrà strascichi giudiziari. «Lo so – dice ”, hanno paura che io metta in moto un meccanismo giuridico che blocchi tutto, ma stiano tranquilli, anche se mi hanno violentato non ho assolutamente intenzione di creare ostacoli». Non vuole dare l’impressione di essere abbarbicato alla sua poltrona. L’unica cortesia che ha chiesto è quella di rimanere al suo posto fino al 21 giugno, il giorno in cui si celebra la festa della finanza. Ci tiene per almeno due ragioni. Primo perché per quella data aveva fatto programmare da tempo un concerto della banda delle Fiamme gialle all’Auditorium di Roma. E allora gli piacerebbe assistervi per l’ultima volta con la divisa di comandante. Ma vorrebbe esserci anche perché quella sarebbe l’occasione ufficiale per salutare amici e collaboratori. Non sa ancora se gli «concederanno quest’onore ». In ogni caso, anche se decideranno di mandarlo via domani, lui farà le valigie